ASCOLI PICENO – Marco Fioravanti, presidente del consiglio comunale di Ascoli Piceno con Fratelli d’Italia, evidenzia il fatto che sono stati dimenticati i disoccupati piceni per favorire invece quelli pesaresi.

 

«Il Pesarocentrismo anche questa volta dimentica i disoccupati piceni – l’amaro commento di Fioravanti -. Dopo tanta attesa la Regione Marche ha finanziato il piano formativo afferente al Fse 2014-2020 Por Marche con 2.010.000 euro con una pianificazione di percorsi suddivisi sui vari territori.

 

Condividendo totalmente la scelta della Regione di focalizzare gli avvisi sul settore agricolo ed alimentare, mi appare buffo e singolare, seppur non nuovo, l’emergere di due aspetti, la presenza di Pesaro in ogni progetto di formazione e la costante assenza di Ascoli Piceno soprattutto in quelli strategici per lo sviluppo del territorio e la riqualificazione dei disoccupati.

 

Leggendo, non sono riuscito a non notare, che i corsi di formazione per olivocoltura, si faranno a Macerata e Pesaro lasciando fuori la capitale dell’oliva tenera ascolana. I corsi sulla tartuficoltura si faranno giustamente a Pesaro ma escludendo Roccafluvione e tutta la parte della nostra montagna,che gode di un patrimonio storico del tartufo, a favore di Fermo. I corsi sulla birra artigianale si faranno a Pesaro escludendo Ascoli che ha un rapporto molto alto di nuovi impianti di birrifici di buona qualità. Infine gli avvisi su agriturismo ed eventi e manifestazione di promozione dei prodotti agricoli hanno escluso Ascoli Piceno seppur ci sono molte manifestazioni come “Ascoliva” che promuovono i prodotti locali e molti agriturismi anche nuovi che avrebbero avuto bisogno di una formazione per sviluppare ancor meglio la loro offerta ed il loro sviluppo.

 

Finché la Regione Marche continua a tagliare nastri dalle nostre parti e mettere soldi a Pesaro non avremo mai una rinascita, ma non dobbiamo mollare perché noi Piceni siamo un popolo di instancabili lavoratori e gente che non molla mai quindi mettiamoci a lavoro per trovare risorse altrove per fare dei percorsi formativi di rilancio».

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