MARCHE – «Come al solito, la giunta Ceriscioli muove un paio di pedine e se ne infischia della partita. Sulle vaccinazioni la chiarezza invece è doverosa». Il caustico commento è dei consiglieri regionali della Lega Sandro Zaffiri, Marzia Malaigia e Luigi Zura Puntaroni che hanno presentato una mozione in consiglio regionale come risposta alla decisione della giunta Ceriscioli di spostare la competenza delle vaccinazioni dal settore della sanità a quello dei servizi.

 

«Considerare le vaccinazioni un servizio alla persona è come confermarne l’obbligatorietà senza passare dal via – spiegano i consiglieri leghisti – Per questo abbiamo chiesto di passare dalla pura e semplice chiamata ad una visione di sistema attivando un progetto di vaccino-vigilanza su base regionale per potenziare l’attività di informazione, prevenzione e sorveglianza degli eventi correlati in linea con il decreto del 30 aprile 2015 del Ministero della Salute che aveva per oggetto le direttive europee sulla farmacovigilanza».

 

La proposta è totalmente condivisa dai parlamentari della Lega Marche, rappresentati oggi in consiglio dall’onorevole Giorgia Latini. «Nessun rischio dev’essere corso senza la certezza della sua necessità. Il governo che, ricordo, è l’unico preposto a legiferare sulla materia, ha già espresso la sua visione che è quella di una vaccinazione non obbligatoria, ma consapevole – sottolinea l’onorevole Latini –, poiché vaccinare dovrebbe significare tutelare la salute dei bambini ci rifiutiamo di assoggettarli ad accordi internazionali di sperimentazione, alias business farmaceutico, sottoscritti dal ministro Lorenzin».

 

Accogliere la proposta regionale leghista favorirebbe il passaggio dalla classica chiamata obbligatoria ad una visione da sistema integrato. «Se servizio deve essere considerato che servizio sia – aggiunge il responsabile della Lega Marche, il senatore Paolo Arrigoni –. Bene hanno fatto i nostri consiglieri a chiedere l’istituzione di un’adeguata attività di info-formazione alle famiglie e la costituzione di un’anagrafe vaccinale con funzione di anamnesi. Tutelerà i bambini acquisendo dati per determinare la controindicazione o la necessità di differire le vaccinazioni o stabilire per quali sia opportuna la somministrazione in ambiente protetto. Gli stessi dati saranno fondamentali per il monitoraggio dei risultati, unico strumento utile a migliorare servizio ed effetti delle campagne di vaccinazione».

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