Al giovanissimo pianista turco, Can Cakmur ha portato fortuna il FestivaLiszt che individua e sostiene, ad ogni edizione, i talenti internazionali. Già vincitore del Primo premio al Concorso internazionale Glasgow 2017, nel frattempo ha vinto anche il prestigioso Concorso internazionale Hamamatsu 2018 svoltosi il 24 novembre in Giappone. Con  lui abbiamo parlato anche dei tragici eventi della discoteca di Corinaldo

 

di Tiziana Capocasa

 

FERMO – Carico del successo della recente affermazione, l’astro nascente del pianismo, si è esibito domenica all’Auditorium Isaia Billè di Fermo, nell’ambito della stagione concertistica della GMI, mandando in visibilio il folto pubblico.

 

Ha proposto un programma molto impegnativo e coinvolgente che spaziava da Chopin “Polonaise-Fantasie in la bemolle maggiore opera 61” a Beethoven “Sonata in la maggiore op 101 n28” , a Bartok “Out of Doors” fino ai compositori contemporanei, il giapponese Sasaki “Sacrifice” in onore del Paese dove ha riscosso di recente, successi a piene mani, al turco Say. Applausi a non finire anche per i due bis concessi, un brano di Schubert e l’altro di Scarlatti. Nei suoi concerti come sottolinea la critica più accreditata, lascia che la musica “parli da sola, intessendo un racconto meravigliosamente luminoso e pieno di grazia”.

 

Un pianista poco più che ventenne dal talento disarmante, spontaneo, molto speciale, allo stesso tempo naturale e sofisticato che studia parecchie ore al giorno. Cakmur ha intrapreso la sua brillante carriera, fatta di sacrifici, impegno enorme e tante rinunce per un ragazzo della sua età, grazie alla Tupras, la compagnia petrolifera del suo paese che finanzia i suoi studi e che di recente gli ha regalato un pianoforte grand coda Yamaha. Diversamente le sue umili origini non gli avrebbero permesso di potersi dedicare alla musica classica e conseguire gli strepitosi risultati.

 

Lo abbiamo incontrato al termine del concerto, attorniato dai suoi fan.

 

I giovani oggi sembrando prediligere un altro genere di musica, la classica ormai è demode?

«La musica classica, diversamente da altri generi richiede una preparazione. E’ una musica colta ed occorrono gli strumenti per capirla e per goderne appieno».

 

Tanti giovani al concerto del traper Sfera Ebbasta, l’idolo del momento, alla discoteca di Corinaldo dove 5 giovani ed una mamma hanno trovato la morte. Cosa pensa?

«Non ero al corrente di questa tragedia, giro il mondo e spesso non riesco ad informarmi su tutto ciò che succede, sui diversi fatti di cronaca . Certo la musica non può portare la morte, la distruzione. In questo caso la musica è il pretesto per un business sfrenato. Spesso i giovani non hanno strumenti critici per fare delle scelte e ciò è un problema».

 

Cosa pensa della musica trapper?

«E’ un involuzione della musica, e rispecchia purtroppo il niente di certe ideologie di questa epoca e la voglia di tanti giovani di cercare lo sballo, non pensare per sfuggire alla realtà».

 

Sfera Ebbasta si muove con jet e guadagna tantissimi soldi a serata, primo in ogni piattaforma social. E’ l’idolo di tanti teenagers, lei ha qualche rimpianto?

«No, io vado avanti per la mia strada. Ripeto la musica classica non è per la massa, ma per quanti hanno la sensibilità, il piacere di ascoltarla. Suono il panoforte da quando ero bambino, per me è una passione. E’ il mio modo di esprimermi».

 

Che ricordo ha del Festivaliszt dove si è esibito l’estate scorsa?

«Ricordo una bellissima chiesa, dalla buona acustica, ed un borgo meraviglioso come il paese alto di Grottammare. Ho sentito l’affetto ed il calore di un pubblico preparato e molto variegato. Sicuramente un festival di grande livello che dà l’opportunità a tanti giovani, vincitori di concorsi internazionali come me, di poter suonare».

 

I prossimi appuntamenti della stagione concertistica fermana: domenica 16 dicembre ore 17 teatro dell’Aquila “Form- Orchestra Filarmonica Marchigiana. Kim Gyehe, violino (vincitrice cat D 2018) direttore Luigi Piovano. Mercoledì 26 dicembre 2018, ore 17 Auditorium Billè “Note di Oriente, quartetto FATA.

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