La badante prende la casa al posto dello stipendio, la figlia su tutte le furie: ecco cosa dice la legge

Le badanti possono ricevere la casa dell’anziano che assistono al posto dello stipendio: lo dice la legge. Ecco i dettagli.

Prende l casa o lo stipendio
Prende la casa invece dello stipendio – Adriatico24ore.com

Una sentenza della Corte di Cassazione sancisce che una badante può ricevere, in cambio del proprio lavoro, la casa dell’anziano al posto dello stipendio mensile. La Giurisprudenza lo ammette, ma ci sono dei vincoli, ecco come funziona.

Assumere una badante

Quando c’è la necessità di assumere una badante affinchè assista una persona anziana nella vita quotidiana, bisogna fare molto bene i conti, perchè la cifra complessiva arriva ad essere davvero molto alta. Infatti, al di là dello stipendio da corrispondere per il lavoro prestato, che deve comunque essere allineato con i minimi del CCNL di riferimento, per assumere una badante regolarmente bisogna anche versare i contributi previdenziali, fornire vitto e alloggio e richiedere l’assistenza di un consulente per buste paga e adempimenti.

Insomma, alla fine della storia, per quanto sia necessario, non tutti riescono a sostenere le spese di una badante, soprattutto se si tratta di persone anziane che vivono sole e non hanno figli. A risolvere questa questione arriva però una sentenza della Corte di Cassazione che ammette un pagamento differente alla badante rispetto al classico stipendio: la casa dell’anziano che la badante è chiamata ad assistere. Ecco come funziona questa formula ammessa dalla nostra Giurisprudenza.

Casa al posto dello stipendio

Badante e anziano
Badante e anziano – Adriatico24ore

La sentenza n.28329 del 10 ottobre 2023 della Corte di Cassazione sancisce che un anziano può cedere la propria abitazione alla propria badante in cambio del suo lavoro, se si trova nella condizione di non poter pagare regolarmente lo stipendio.

Infatti, a parte il fatto che nulla vieta ad un titolare del diritto reale di godimento di un bene, di disporne come crede, a condizione che sia in grado di intendere e di volere, e salvo i casi di lesione della legittimità per gli eredi in sede di donazione o di circonvenzione di incapace, la soluzione di cui sopra è perfettamente ammessa dalla legge

La decisione della Corte di Cassazione è stata presa dopo l’episodio di una donna che ha presentato ricorso contro la disposizione fatta dalla madre in favore della badante, riguardante la nuda proprietà della casa di cui era proprietaria e in cui viveva. L’anziana aveva infatti stipulato con la sua badante un contratto di cessione della nuda proprietà di casa sua in modo del tutto regolare, in cambio delle cure e dell’assistenza della badante. Questo accordo è stato fatto perchè l’anziana donna non era in grado di permettersi di pagare lo stipendio alla badante, di cui però aveva bisogno.

Nuda proprietà alla badante
Nuda proprietà alla badante – Adriatico24ore

In termini pratici, questo accordo garantiva all’anziana l’usufrutto della casa, che al momento della sua morte sarebbe passata in intera proprietà alla badante, come pagamento delle cure prestate. La figlia della signora però, tramite il suo ricorso, sosteneva che i piatti della bilancia non fossero in equilibrio, e che la cessione della casa fosse eccessiva rispetto alla posizione della badante. La sentenza della Cassazione però ha parlato chiaro: non solo la procedura fatta dall’anziana e dalla badante era regolare, ma non c’era assolutamente alcuna sproporzione.

Infatti, al momento della stipula della cessione di nuda proprietà, l’anziana signora era, oltre che perfettamente in grado di intendere e di volere, anche in condizioni di salute tali da non far presagire una sua dipartita imminente. Questo vuol dire che la disparità cui fa riferimento il ricorso della figlia, di fatto non sussiste.

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