SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Perché il PD è andato sulle palle a mezza Italia? Il caso della signora Maria Palma di San Benedetto del Tronto». Parla Guido Castelli, ex sindaco di Ascoli Piceno.

 

«È caldo a San Benedetto. Non solo per l’afa – chiosa Castelli – ma anche per le polemiche che infuriano sull’ospedale. Il Governatore delle Marche, il  PD Luca Ceriscioli, si è messo in testa di costruire un ospedale unico in provincia e di chiudere quello di Ascoli e quello della stessa località rivierasca».

 

Continua Castelli: «L’operazione, costosissima e poco trasparente, ha scatenato l’ira funesta dei cittadini che sospettano che l’operazione abbia finalità immobiliaristiche piuttosto che sanitarie. In questo clima, il capogruppo regionale del PD, che per ironia della sorte è sambenedettese, non sa che pesci pigliare. La gente lo insulta per strada ma lui deve cercare di barcamenarsi.

 

Il prossimo anno ci sono le regionali e il rischio di essere sbattuto fuori è molto alto. Notti insonni: “Difendere la propria Città oppure il proprio governatore dedito all’operazione immobiliare ?” Il capogruppo PD, lacerato e nervoso, dopo lunga ed estenuante riflessione opta per reggere lo strascico al governatore PD. Il clima però per lui si fa ancora più pesante a San Benedetto. È solo.

 

Tutti gli schieramenti coordinati magistralmente dal Sindaco di San Benedetto sono mobilitati per fronteggiare la dissennata decisione del Governatore. Urbinati, così si chiama il capogruppo PD, sembra Hitler nel bunker della cancelleria. Isolato, consapevole dell’inevitabilità della sconfitta. Per recuperare credibilità allude a nuovi investimenti-fantasma che la regione starebbe per destinare all’ospedale (da chiudere).

 

Temendo di dover ingoiare presto una pasticca di cianuro (politico) Il capigruppo deve magnificare la propria azione per l’ospedale della sua città: una impresa che rasenta l’impossibile. In realtà Urbinati assomiglia ad un moscone che sbatte la testa contro il vetro della finestra: attacca i comitati, adombra complotti, ipotizza l’esistenza di oscuri manovratori e via fantasticando».

 

Maria Palma. «Ma ecco che, in questo clima da thriller, compare il personaggio decisivo. Quello che nei film – l’affondo dell’ex sindaco di Ascoli Piceno – prefigura l’esito finale del racconto e chiarisce il valore di tutti gli interpreti. Il personaggio è la signora Maria Palma . Ottant’anni, sambenedettese, la signora Maria Palma lo scorso 4 agosto ha passato dieci ore al pronto soccorso di San Benedetto del Tronto provata dal dolore e dal caldo.

 

L’esperienza è stata così dolorosa per la signora Maria Palma che, non appena superato il problema, si sente in dovere di scrivere una lettera aperta al Governatore Ceriscioli. Una lettera dura ma garbata nei toni; una lettera di denuncia ma molto rispettosa del personale sanitario. La signora Maria Palma sa benissimo che la colpa della sua disavventura non è dei medici o degli infermieri.

 

Sa che la “colpa” è di chi come il PD marchigiano non riesce a dare supporto adeguato ai nostri professionisti del Pronto Soccorso. Di fronte all’appello di una signora ottantenne in barella, sequestrata per dieci ore in un pronto soccorso, tutti si sarebbero aspettati da parte del partito democratico una pudìca presa d’atto dell’incresciosa circostanza.

 

E invece no: il capogruppo Urbinati dal bunker della sua cancelleria è convinto che la signora Maria Palma sia parte del complotto reazionario che da troppo tempo sta affliggendo il PD. Urge una reazione, la signora Maria Palma è troppo pericolosa per non meritare una rappresaglia. Ed è così che il capogruppo/moscone del PD sbattendo, ancora una volta e ripetutamente, il capo contro il vetro della cancelleria, ordina alle sue truppe scelte di cannoneggiare la signora Maria Palma. Durissima la reprimenda del PD verso l’ottuagenaria responsabile di lesa maestà verso il Governatore Ceriscioli.

 

La signora Maria Palma è una fake; una populista afflitta da propensioni sovraniste. La signora Maria Palma forse è uno strumento in mano alla sovversione che mira a sottrarre il remuneratissimo scranno regionale a Ceriscioli e a Urbinati. Nel migliore dei casi la signora Maria Palma è una rimbambita.

 

Il dado è tratto, la frittata è fatta. Purtroppo per il PD, la signora Maria Palma è tutt’altro che rimbambita e, con una replica magistrale , spella vivi tutti i suoi detrattori infilandoli ad uno ad uno come gli arrosticini serviti nelle sagre di agosto. Lo scritto della signora Maria Palma merita di essere letto tal quale.

 

Aggiungere chiose o commenti sarebbe un torto alla lucidità con cui la sig.ra ottantenne descrive la pochezza di chi oggi gestisce la sanità nelle Marche. Non so se qualcuno, in qualche università italiana, tra qualche tempo scriverà una tesi sul fallimento del PD in Italia.

 

Ove dovesse accadere, consiglierei vivamente di inserire nella bibliografia la lettera della signora Palma. Vale più di molte analisi politologiche e, sia detto per inciso, convalida l’antico adagio – conclude Castelli – secondo cui “la mamma degli scemi è sempre incinta”».

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