SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «I negozi sono chiusi di sera, il centro muore: troppi mercati, mercatini e giostre fanno una concorrenza spietata ai commercianti. San Benedetto sta diventando la città dei balocchi, ma sempre più povera». Lancia il grido d’allarme Umberto Pasquali, segretario comunale del Psi. Abbiamo incontrato Pasquali alla storica concessione balneare  di Pietro “La Spuzie”.

 

Rincara la dose: «Manca una politica di rilancio del centro. Basta guardare i bar che ancora a fine giugno osservano il turno di riposo infrasettimanale. D’altra parte, non è conveniente stare aperti perché il giro d’affari per gli esercenti è calato».

 

Soldi portati fuori da San Benedetto. «Ogni week end c’è un mercato di sera. Gli ambulanti realizzano incassi, ma non spendono in Riviera: i soldi li portano nelle loro città. A quanto ammonta il fatturato degli ambulanti? Secondo me si tratta di qualche milione di euro a stagione che vanno a spendere fuori. Il Comune dovrebbe dire quanti soldi portano via i mercati».

 

La concorrenza. «Qui pagano solo la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il Comune, dal canto suo, pulisce lo sporco che lasciano a terra. Gli esercizi commerciali del centro pagano l’Imu e la tassa rifiuti, ma si trovano la concorrenza di chi paga una sola volta».

 

«L’amministrazione comunale dovrebbe  pensare ad organizzare manifestazioni che attraggano a San Benedetto persone che spendono nei negozi, nei bar e nei ristoranti. Il Comune deve fare gli interessi della città non delle bancarelle. L’ultimo mercato serale è stato smontato domenica notte, ma ancora lunedì pomeriggio la fila di bagni chimici rendeva indecorosa la pineta vicino alla Palazzina Azzurra».

 

L’affondo di Pasquali: «Vedere morire l’isola pedonale, che era il lustro di San Benedetto, fa male al cuore».

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