SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non è possibile che una città di 50mila abitanti venga trattata come il comune di Force». Così sbotta Alfredo Isopi, presidente di comitato di quartiere Marina di Sotto. In conferenza dei comitati la richiesta ai sindaci è chiara: «Vogliamo un ospedale proporzionato a noi».

 

I toni si alzano: «La votazione del 12 febbraio potrebbe non condurre a giustizia» continua amareggiato Isopi: «e quindi se sarà necessario andremo ad Ancona». Per votare in modo ponderato, infatti, bisognerebbe cambiare regolamento e inserire il criterio della ponderazione in base alla popolazione.

 

L’attacco non si ferma: «Dove sono i nostri rappresentanti regionali? Ne abbiamo quattro, eppure nessun di loro si fa sentire ad Ancona». «Non ci fermeremo qui» aggiunge Valter Amante, presidente di comitato Porto d’Ascoli Centro: «in caso di nulla di fatto, ci faremo promotori di una mobilitazione».

 

Nel piano socio-sanitario, da poco approvato in giunta, la priorità è data alle aree interne Spinetoli continua a non andare giù: «Eliminando l’ospedale di Ascoli, i comuni montani sarebbero serviti ancora peggio» dice  Guerino Di Berardino, di Albula Centro. «Per quanto riguarda Pagliare, nessuno ha detto che non vi si possa costruire» conclude l’architetto Gino Micozzi, che supporta tecnicamente la causa sambendettese: «ma solo facendo opere che riducano il rischio di esondabilità. Altre spese, quindi».

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