SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gioco d’azzardo, «Quella sala va chiusa. Comune completamente assente nel contrasto del gioco d’azzardo patologico in città». Ad affermarlo il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, che torna ad intervenire con decisione sul problema constatando l’inerzia dell’amministrazione comunale. E lo fa non solo a parole, ma inviando una lettera a questore e prefetto di Ascoli Piceno, nonché allo stesso sindaco di San Benedetto del Tronto, Pasqualino Piunti.  Nel documento Urbinati chiede la revoca o l’annullamento della licenza per l’esercizio di sale scommesse ed altri giochi alla Admiral club, per esigenza di tutela della salute e della quiete pubblica.

 

«Non è la prima lettera che scrivo, ma sono stato costretto ad inviarne un’altra vista la mancanza di risposte e di azioni da parte dell’amministrazione – spiega Urbinati –. Se resterò ancora inascoltato mi rivolgerò alla Procura. Già lo scorso 11 maggio ho chiesto la revoca della licenza alla Admiral club di via Liberazione essendo la sua attività in palese violazione di legge sulle distanze minime da luoghi sensibili per l’attività di raccolta di scommesse e di sale giochi con apparecchiature videolottery e con le disposizioni regionali e nazionali per il contrasto alle ludopatie. Quello del gioco d’azzardo patologico è un problema serio e sempre più dilagante, con gravi conseguenze a livello sociale e sanitario.

 

Mi chiedo dunque come mai – aggiunge Urbinati – il sindaco Piunti si dilunghi spesso a parlare di sicurezza e prevenzione delle ludopatie e poi non si attivi in prima persona per chiedere il rispetto delle leggi a riguardo. L’invito, dunque, ad unire la sua voce alla mia per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini di San Benedetto che dovrebbero essere anche la sua priorità e non solo la mia».

 

Il capogruppo Urbinati ricorda, dunque, le misure che la Regione, di concerto con il ministero della Salute, ha attuato per il contrasto alle ludopatie, dal 2015 ad oggi, anche prevedendo finanziamenti per circa 1,2 milioni di euro per l’applicazione delle norme e lo sviluppo di progetti dedicati. In attuazione al Piano regionale 2017-2018, in particolare, approvato il 14 novembre 2017 dal Consiglio regionale, ciascuna delle cinque aree vaste dell’Asur ha presentato alla Regione un programma territoriale al riguardo.

 

I cinque programmi sono in fase di attuazione e comprendono complessivamente 70 progetti per la prevenzione ed il contrasto del gioco d’azzardo patologico, nonché per la riabilitazione delle persone che soffrono di ludopatia. Per avere un quadro preciso della situazione nelle Marche, la Regione ha anche commissionato uno studio del fenomeno al Cnr, su un campione di oltre 10mila persone, i cui dati saranno disponibili a partire dalla fine di gennaio 2019.

 

E l’impegno prosegue anche per il futuro. «Proprio ieri – riprende Urbinati – il ministero della Salute ha trasmesso formalmente il decreto di ripartizione del fondo nazionale vincolato per il Gioco d’azzardo patologico (Gap) per le annualità 2018 e 2019 pari a 1,3 milioni circa per ogni anno. Entro tre mesi la Regione dovrà presentare al ministero il Piano regionale 2019-2021. Il nostro impegno per il settore – conclude Urbinati – procede incessante. Mi auguro che il Comune inizi a rispondere tempestivamente, altrimenti per quanto mi riguardo non tarderò a fare un esposto in Procura».

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