SAN BENEDETTO DEL TRONTORoberto Giobbisegretario del Circolo Centro ‘Guido Ianni’, critica duramente l’operato dell’attuale amministrazione comunale (accusata di aver “semplicemente portato avanti progetti pensati da quella uscente”) e fa richieste specifiche anche all’opposizione:

 

 

«Nei giorni scorsi ho letto sui media sterili polemiche che riducono la politica e l’amministrazione della cosa pubblica ad un fatto tra reciproche offese e ripicche tra questo o quello. Interventi da una parte e dall’altra che servono solo a riempire colonne dei giornali ma poco danno al bene della città. Non c’è assolutamente confronto sui temi veri, un confronto asproma sempre cotruttivo come sarebbe auspicabile, ma solo spot che si accendono e si spengono nel giro di poche ore. Perchè manca il confronto? Perchè per avere un confronto è necessario che qualcuno metta sul tavolo idee e progetti e questo è compito di chi governa e poi perchè forse manca il lavoro di approfondimento di chi fa opposizione. Dal 2016, da quando questa maggioranza governa la città pur non avendo avuto la maggioranza dei voti, la città è governata da una classe politica che era impreparata a governare una città complessa come San Benedetto».

 

 

«Una impreparazione – continua Giobbi- in parte coperta dal fatto che c’erano da portare a termine opere importanti progettate, finanziate ed in parte iniziate dall’amministrazione uscente. La nuova scuola Curzi da inaugurare, lo stadio Riviera finalmente messo a norma e liberato da ogni problematica legale, la rotonda di viale De Gasperi, gli ultimi lavori da fare alla foce dell’albula ed infine la supervisione da capo cantiere fatta dal sindaco sull’opera più importante: il rifacimento di una parte del lungomare nord. Tutte opere che hanno fatto sì che i primi due anni dell’amministrazione Piunti sembrassero come gli anni del fare. In realtà erano gli anni dove si portavano a termine lavori pensati da altri.

 

 

Poche le cose provate a fare di quelle promesse in campagna elettorali e tutte rimaste sospese: la piscina dove si doveva nuotare a gugno 2016 è ancora, a Natale 2018, miserabilmente vuota. Il progetto verde del Ballarin, quello che tanti consensi elettorali aveva portato, è  sparito rimpiazzato da una demolizione iniziata dalla sera alla mattina senza dire nulla su quello che verrà dopo la demolizione. Il traffico, altro tema usato in campagna elettorale dal centro destra, continua ad essere un problema irrisolto anzi neanche affrontato. Servirebbe un progetto per la realizzazione di una arteria capace di alleggerire il traffico sulla statale e sulle altre vie che attraversano da nord a sud la città. Ma nell’attesa oramai infinita di quest’opera non si riesce a proporre nulla che possa  almeno snellire il traffico sulla statale e lo possa rendere più sicuro.

 

La citta è triste e sfiduciata non solo perche non si accendono le luci o si accendono luci poco brillanti ma perchè chi governa non fa nulla per accendere la speranza di una città che migliorerà a breve o medio termine. Cosa deve fare l’opposizione? Non cadere nel tranello di chi vuole mantenere la discussione su temi irrilevanti o peggio accettare sterili confronti personali. Se realmente vogliamo una città meno triste iniziamo a confrontarci su cose utile e magari anche semplici da realizzare. Ne suggerisco uno tra tanti. A metà del 2019 scade l’ennesima proroga concessa dal comune al palazzo “mostro” di piazza Kolbe ormai fermo da troppi anni.  Aspettiamo una proposta della maggioranza su cui confrontarci  per dare finalmente una sede degna di questo nome ai vigili urbani e ridare agli abitanti di quella piazza e di tutto il quartiere San Antonio i parcheggi persi e una bella piazza non imbruttita da quel palazzo non terminato».

 

«Chiudo questa mia breve riflessione pre natalizia parlando del PD – sottolinea Giobbi-. Ho letto che qualcuno si preoccupa del nostro stato di salute. E’ vero non stiamo attraversando un periodo felice ma vorrei ricordare che alle ultime elezioni amministrative eravamo di gran lunga il primo partito di San Benedetto e tuttora abbiamo una organizzazione territoriale che in molti ci invidiano.Il nostro partito non è una lista locale che  nasce  per volontà o capriccio di un personaggio e finisce quando questo smette di fare politica o cambia casacca. Il PD nasce da storie e persone che c’erano prima di chi dirige oggi il partito e rimarrà anche dopo che queste persone passeranno la mano. Il PD viene ed andrà oltre i singoli e l’anno che verrà verrà con o senza le luminarie ma se non accenderemo da subito la politica delle idee e dei progetti sarà un altro anno triste e soprattutto sarà un altro anno perso per San Benedetto».

 

 

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