SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Questo concerto non s’ha da fare. Il concertone di fine anno, che costerà alla giunta Piunti 32.000 euro, non scalda i cuori. La notte del 31 dicembre al Capodanno in Piazza si esibiranno in viale Buozzi i Gemelli Diversi, così ha deciso l’amministrazione comunale. Nei più critici la bocciatura implacabile cala come una scure sull’evento più atteso dai sambenedettesi per dare il benvenuto al 2019 in piazza.

 

Poche le voci fuori dal coro, che obiettano che la serata è sempre contestata preventivamente ma poi fa registrare il sold out.

 

Ci sono i possibilisti, che mantengono un atteggiamento di positivo distacco non conoscendo gli artisti, come l’operatore culturale più fervido della città nell’editoria e gli eventi ad essa correlati, Mimmo Minuto, che liquida i quattro gemelli con un freddo ‘Li conosco poco’. O la talentuosa cantante blues di origine controllata, Linda Valori, che si sorprende del budget generoso attribuendolo al Capodanno e si augura, non conoscendo il gruppo, che si riveli una bella sorpresa.

 

Ma anche tra i musicisti non tutti sono clementi come Linda. Marcello Piccinini, ex enfant prodige sambenedettese e oggi batterista affermato e docente appassionato, non riesce a non farsi scappare un sorriso: «Per 30.000 euro non canteranno nemmeno live, ma metteranno su le basi. Non capisco: fanno gli esposti per la musica nei locali e poi spendono una cifra così elevata con cui potrebbero realizzare dieci eventi, per darla a un gruppo nemmeno più di grido».

 

Gli operatori musicali non hanno pietà. Come Massimo Piccioni, brillante chitarrista e organizzatore di alcuni fra i più bei concerti del Piceno, nel suo Break Live di via del Commercio, in cui solo venerdì si è esibita una travolgente, emozionante e incontenibile Angela Mosley, regina del Blues direttamente da Chicago. «Così pensano di fare cultura, ma non fanno cultura. Con la stessa cifra avrei organizzato un festival di 5 giorni».

 

Poi ci sono i nostalgici del Maremoto, il festival indi dell’estate calda sambenedettese con cui abbiamo sognato l’ultimo decennio, e la sua controfigura, il Palanatale invernale, meno cool, ma una sicurezza in fatto piccoli shows per tutte le età.

 

Paolo Miti, storico organizzatore dei due eventi, attacca: «È una scelta mediocre di chi procede senza programmazione né competenza. Ricordo che con 25.000 euro noi proponevamo 10/12 giorni di eventi eterogenei compreso il Capodanno, in tendone coperto e riscaldato e quindi a riparo da eventi atmosferici che farebbero saltare la serata in caso di pioggia buttando tutti i 32.000 euro».

 

Anche lo scorso anno la notizia del concerto di Capodanno di  Giuliano Palma (foto) è stata accolta con scetticismo, ma poi ha fatto mettere a segno a Piunti e ai suoi un bel goal, visto che la piazza era piena. Infine c’è il popolo della rete, che ha lanciato, in maniera provocatoria, una proposta alternativa: fare con la stessa cifra una mega spaghettata di mezzanotte. Vox Facebook, vox Dei.

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