SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Acque agitate in maggioranza. Dopo tre cambi di casacca in Consiglio di esponenti del centrodestra, esce allo scoperto Fratelli d’Italia. Tramite il capogruppo Gianni Balloni invita il sindaco Pasqualino Piunti a rimaneggiare la giunta e, sembra ovvio, anche a rivedere l’assetto degli incarichi politici. Balloni osserva con “cauta” preoccupazione gli ultimi avvenimenti di cui sono stati protagonisti i consiglieri di maggioranza.

 

«Cambiare collocazione politica o partitica, anche se all’interno della propria coalizione, è sempre un segnale di disagio, a meno che non voglia rappresentare un banale calcolo elettorale, mentre trasmigrare addirittura all’opposizione dimostra di per sé un malessere ben più profondo da non stigmatizzare semplicisticamente». Balloni fa riferimento a Emidio Del Zompo passato alla Lega (seppure rimasto in coalizione) e, soprattutto, a Bruno Gabrielli che ha “strappato” la tessera di Forza Italia e insieme alla “fedelissima” di Piunti, Rosaria Falco, è finito all’opposizione.

 

«Malesseri che, dal momento in cui emergono, devono essere presi in considerazione – il monito di Balloni – e tenuti in debito conto, perché se la politica è l’arte del compromesso, termine poco elegante, io preferisco parlare di politica dell’equilibrio, della sobrietà e della lungimiranza nell’interesse dei cittadini, quei malesseri devono essere oggetto di un necessario e sistematico confronto fra tutti i protagonisti, con umiltà, analisi e condivisioni».

 

L’autocitazione di Balloni: «Nel corso del Consiglio Comunale del 29 settembre scorso, feci l’esempio di come lo Stato imponga di provvedere alla revisione delle autovetture ogni due anni, a maggior ragione ciò dovrebbe accadere per un’Amministrazione comunale giunta a metà mandato».

 

Ed ora è tempo di cambiare. «La correttezza, la serietà, le promesse sempre mantenute, sono elementi da riconoscere a Fratelli d’Italia, ma ora è tempo di modifiche e di nuovi equilibri mirando sempre alla risoluzione delle problematiche della città, del territorio e degli abitanti». Più chiaro di così non si può.

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