SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con l’estate si ripropone l’annosa questione della movida molesta. L’ultimo fine settimana è stato contraddistinto dalla musica troppa alta negli chalet. Gli ospiti degli hotel del lungomare e i residenti, infastiditi dal fracasso notturno, hanno telefonato alle forze dell’ordine (LEGGI QUI).

 

Come attribuire ragione e torto tra i fautori del divertimento e i sostenitori della quiete? Gaetano De Panicis – presidente dell’Associazione Albergatori Riviera delle Palme – fa una riflessione senza dubbio condivisibile.

 

«Qui non si tratta di città viva o morta ma di convivere in un’economia aperta. È una città rumorosa, dove si vive bene, ma si vuole fare turismo: occorre trovare un giusto compromesso tipico appunto di una città aperta.

 

 

Ci vuole anche il divertimento ma nella giusta maniera: se l’economia è fiorente, come dichiarano gli esercenti, allora occorre mettere a norma il locale attraverso il tetto suono: nelle regole si vive meglio tutti, con una città viva, ma non rumorosa e violenta».

 

 

Secondo De Panicis «Il divertimento non ha un codice, ubriacarsi e sfasciare tutto ha senso solo per alcuni, c’è chi si diverte a andare a correre la mattina presto: il divertimento fa parte del turismo, ma finisce quando disturba il divertimento degli altri.

 

 

I commercianti dicono che l’economia è fiorente, allora, dico io, investite in tetto suono, che contiene la musica nel proprio locale e non negli altri: perché servono i locali per chi vuole sentire musica, i turisti lo chiedono, ma la non si può imporre agli altri. La civiltà riguarda tutti, bisogna agire nel rispetto di tutti: io non boccio la movida ma deve essere inclusa in un equilibrio di rispetto delle regole.

 

 

La città turistica – continua il presidente degli albergatori – deve rispettare i gusti di tutti, chi vuole ballare, chi vuole riposare, chi va a correre. Ma se si fa la polemica per non investire e attrezzare i locali, allora c’è furbizia, e va punita. La città ha bisogno di tutto nel rispetto di tutti. Siamo sicuri, però,  che poi la musica così ad alto volume dia reddito? Passi, ma chi dorme non può subire, non si possono fare i soldi sulla salute degli altri.

 

 

Io poi asserisco che serve il divertimento, ma occorre attrezzarsi con il tetto suono e la sorveglianza all’ingresso, evitando di dare da bere ai minorenni. E garantire così il rispetto di tutti. Poi si può sempre sbagliare per un decibel, ma occorre impegnarsi a tutelare gli altri: chi se frega deve essere punito perché non può fare soldi sulla pelle dei cittadini.

 

 

A vedere bene le denunce – conclude – i più intolleranti sono gli abitanti infastiditi che tollerano male la baldoria perché i locali non si mettono a norma e non rispettano le regole. Bocciamo il divertimento illecito e promuoviamo quello lecito».

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