SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il senatore Giorgio Fede (M5S), conferma quanto dichiarato ieri nel corso di un’intervista rilasciata ad Adriatico 24 Ore (LEGGI QUI). Oggi amplia il concetto con un lungo post su Facebook. «Il governo, attraverso i Ministeri e l’Anas, terrà da conto – scrive Fede – le richieste del territorio, anche quelle di una eventuale bretella o altro. Ma tutto questo non deve essere l’alibi dell’incapacità politico amministrativa di chi è tenuto ad effettuare scelte e proposte fino ad oggi mai assolte».
(I concetti di Fede ci sono sembrati in contrasto con il consigliere M5S nella Regione Marche Peppino Giorgini LEGGI QUI)

 

Spiega il senatore pentastellato: «Come precedentemente riportato in diversi comunicati del gruppo locale del Movimento 5 Stelle, fin dagli anni della nostra presenza in consiglio Comunale ad oggi, la opinione su tale opera, ribadita anche in diversi comunicati congiunti, anche insieme al Consigliere Regionale Giorgini, è che le nostre città hanno bisogno di un “sistema” di mobilità che consideri le alternative al traffico su gomma. Queste ipotesi le abbiamo discusse nel convegno “Mobilità intelligente: fare di necessità, virtù”, alla quale hanno partecipato esperti del settore provenienti da tutta Italia.

 

Questo studio è stato confrontato con studi e modelli applicati in diverse località Italiane ed Europee, suffragato da esperti e tecnici delle università, per facilitare gli spostamenti e soprattutto dare un’alternativa efficace all’uso dei mezzi privati, oggi divenuti insostenibili anche dal punto di vista economico.
La prima azione a cui debbono (e dovevano) lavorare gli amministratori locali era liberare la nostra città dal traffico prima di agire su infrastrutture che autorizzano al ritorno all’auto.

 

Non possiamo non ricordare che, la bretella è indicata negli elaborati di PRG fin dagli anni 80, che in quasi 40 anni, a prescindere dalla pianificazione iniziale, nella nostra città hanno costruito solo palazzine, senza realizzare non tanto le infrastrutture, ma neanche il verde, i parcheggi, i marciapiedi, per non parlare di una viabilità ciclabile adeguata e di una rete efficiente di Trasporto pubblico locale.
Con la stessa logica di assecondare la città al solo edificato, anche nel tracciato originale si è provveduto a costruire nei siti inizialmente indicati dal PRG, al termine dei vincoli dello stesso.

 

Poi c’è il problema reale della volontà degli amministratori, non solo di quelli locali ma anche di quelli dei comuni confinanti interessati dal tracciato, che non può non essere intercomunale, nella necessità di collegarci agli svincoli autostradali.

 

Esistono poi altre previsioni di viabilità Nazionali-Regionali-Provinciali (spostamento Autostrada, terza corsia, complanari o mezzina).
Il problema reale, nelle scelte locali, è che da sempre la politica Picena e Regionale si nasconde o divide per convenienza elettorale, partitica e di correnti, senza tenere in alcuna considerazione le reali necessità dei nostri territori e questo ha creato la stasi ultradecennale».

 

Puntualizza il senatore Fede: «Chiaramente il governo, attraverso i Ministeri e l’Anas, terranno da conto le richieste del territorio, anche quelle di una eventuale bretella o altro, ma tutto questo non deve essere l’alibi dell’incapacità politica amministrativa di chi è tenuto ad effettuare scelte e proposte fino ad oggi mai assolte. Per questo sono a disposizione del territorio e della mia città per sostenere, non “grandi opere”, ma buone opere, quelle utili, che possano dare soluzioni concrete, in un sistema integrato di mobilità efficiente, ed ambientalmente sostenibile, in un corretto rapporto di costi-benefici, che siano frutto di un’analisi territoriale completa ed in accordo con i territori interessati, conformi ai valori ed alle idee comuni nel Movimento 5 Stelle, sia a livello locale, Regionale che Nazionale».


Conclude il senatore sambenedettese: «Ritengo quindi sia un mio dovere ascoltare i cittadini e gli amministratori locali al riguardo, verificare i progetti in essere ed oggetto di studio e valutazione, per poi riportarli nelle sedi opportune per le dovute verifiche di fattibilità».

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