SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Estate 2018 meglio del 2017, ma scadenti gli eventi del Comune». Settembre, tempo di primi bilanci turistici. Gli operatori delle vacanze analizzano la stagione, seppure si tratti di giudizi empirici, non supportati dai dati ufficiali della Regione Marche. Abbiamo sentito il parere di Enrica Ciabattoni, imprenditrice turistica e presidente del Sindacato Italiano Balneari (Sib) delle Marche, aderente a Confcommercio.

 

«L’estate 2018 – spiega Ciabattoni – è andata leggermente meglio del 2017, come presenze. Ma il turismo non ha avuto il supporto di un cartellone culturale del Comune all’altezza del ruolo di San Benedetto. Un calendario scadente. Non c’è stata una iniziativa che si faccia ricordare, a parte il concerto di Ermal Meta. Non c’è stato nulla che ci possa caratterizzare: sono 30 anni che cerchiamo  di capire dove vogliamo andare, ma la politica non è in grado di dare un indirizzo, né l’attuale assessore al turismo Pierluigi Tassotti si distingue nella programmazione».

 

Insiste Ciabattoni: «L’unico elemento che ci contraddistingue è il turismo famigliare, ma non c’è una politica per i bambini. Le famiglie dopo due sere che fanno il giro del lungomare non sanno più dove andare per fare svagare i più piccoli e i ragazzi fino a 15 anni. Serve un parco giochi dove i bambini possano divertirsi».

 

La presidente del Sib ricorda il 2016, l’anno del terremoto. «E’ stata un’ottima stagione fino al 24 agosto, ma dopo la prima scossa il turismo si è bloccato. Nel 2017 – racconta – si è sentito il contraccolpo del sisma e abbiamo registrato un calo del 6%, che credo abbiamo in parte recuperato quest’anno».

 

L’ulteriore nota dolente: «San Benedetto è una città dove la vita costa di più rispetto alle località del circondario e del vicino Abruzzo, per cui chi viene in Riviera si aspetta servizi all’altezza e eventi di richiamo. Abbiamo l’interessante Museo della Civiltà Marinara al porto, però non viene valorizzato né si fanno visite guidate».

Conclude Ciabattoni: «In generale i vacanzieri spendono meno, un fattore determinato dalla crisi economica nazionale».

© Riproduzione riservata


Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *