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Dopo anni di chiusura riapre un capolavoro italiano: assolutamente da non perdere

Ha finalmente aperto al pubblico un capolavoro italiano che è stato chiusa per ben tre anni a causa di restauri lunghi e complessi.

Capolavoro italiano – (Foto: FAI) – adriatico24ore.it

Dopo un impegno durato tre anni per i restauri finalmente è nuovamente possibile esplorare una delle meraviglie italiane, almeno in parte. Complessi interventi sono stati realizzati per garantire la sicurezza, la conservazione e la valorizzazione di gran parte della struttura, e il risultato ottenuto è davvero meraviglioso.

Riapre un capolavoro italiano

Dopo tre anni di attenti lavori è di nuovo possibile visitare Palazzo Moroni, un gioiello situato nell’incantevole Città Alta di Bergamo, il primo palazzo urbano acquisito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).

I lavori si sono concentrati sui giardini, i terrazzamenti panoramici ai piedi della Rocca civica, due ettari di campagna nel cuore della città e gli interni. Fortunatamente, le decorazioni, gli arredi, gli oggetti e le opere d’arte della collezione di famiglia sono straordinariamente conservati. Tra i capolavori spiccano i tre ritratti di Giovanni Battista Moroni (1521 circa-1579/1580): Il Ritratto di Isotta Brembati, Il Cavaliere in rosa (ritratto di Giovanni Gerolamo Grumelli) e il Ritratto di signora anziana.

Palazzo Moroni – (Foto: FAI) – adriatico24ore.it

Va notato che già il 27 e 28 giugno 2020, il FAI aveva aperto i giardini e l’ortaglia in un evento eccezionale come omaggio a Bergamo, una città particolarmente colpita dalla pandemia. Un anno dopo, i lavori nella parte del palazzo con affreschi seicenteschi di Gian Giacomo Barbelli si sono conclusi, includendo sale come la Sala dell’Età dell’oro, la Sala dei Giganti, la Sala di Ercole e la Sala della Gerusalemme liberata.

A fine 2022 è iniziato il restauro delle cinque stanze che saranno aperte al pubblico. Queste stanze mostrano sete preziose, ceramiche orientali e francesi, arredi in stile impero e affreschi che rappresentano stucchi a trompe-l’oeil e soggetti fantasiosi ispirati al mondo classico ed esotico.

I lavori che sono stati fatti

Grazie agli interventi sostenuti dalla Regione Lombardia e da numerose aziende e privati, ora è possibile esplorare l’intero piano nobile e il mezzanino di Palazzo Moroni. L’allestimento attuale riflette la storia e le modifiche apportate nel corso dei secoli dalla famiglia Moroni.

Palazzo Moroni – Foto FAI – adriatico24ore.it

Ma i recenti lavori e l’apertura al pubblico hanno richiesto alcuni adattamenti da parte del FAI per adeguare gli ambienti al percorso di visita e riallestire alcune sale parzialmente prive di arredi. Il riallestimento è stato realizzato seguendo criteri filologici e museografici per preservare il valore storico e artistico di Palazzo Moroni, mantenendo al contempo l’atmosfera autentica della dimora.

L’intervento più significativo ha coinvolto la Sala Turca e l’appartamento del Conte del Mezzanino, che sono stati riarredati con mobili e oggetti provenienti da donazioni, armoniosamente integrati dal FAI per preservare lo spirito del luogo e lo stile della casa. Oltre 50 pezzi dai depositi del FAI sono stati collocati nelle sale, inclusi arredi Impero provenienti dalla dimora di Lucca di Roberto Martinelli (2021) e dalla casa di Torino di Gabriele Manfredi (2016), oggetti d’arte francesi e cinesi donati dalla famiglia Zegna (2023), lampade e tappeti recuperati dall’edificio di Pordenone (legato Marilena Busato) (2022), e un prestito temporaneo da Casa e Collezione Laura che include oggetti inglesi, francesi e giapponesi e parte della raccolta di pezzi di Cina in bianco e blu di epoca Ming (XVI secolo) e Kangxi (fine XVII – inizio XVIII secolo). Questi pezzi provengono dalle stanze chiuse al pubblico della dimora del FAI a Ospedaletti e ora sono valorizzati e fruibili a Palazzo Moroni.