SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dai disoccupati Piceni un comunicato stampa amaro: «Decreto dignità, ci aspettavamo qualcosa di più. Per vivere con dignità serve semplicemente avere un’occupazione ben retribuita. Questi giorni, il Consiglio dei ministri, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. Il provvedimento mira, in particolare: a limitare l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato.

 

Non avendo ancora a disposizione sul sito del Consiglio dei Ministri, il testo del decreto, riportiamo il comunicato stampa del C. M. n. 8 del 2 luglio 2018, nel quale si dice che si riserva la contrattazione a termine ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. A questo scopo, si prevede che, fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l’eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate. In presenza di una di queste condizioni già a partire dal primo contratto sarà possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi».

 

«Al di là, dei buoni presupposti, Secondo noi, – commenta il comitato Disoccupati Piceni –  il modo più semplice per disincentivare i contratti a termine, è quello di raddoppiare il costo di quest’ultimo (paga oraria e contributi doppi) rispetto al contratto a tempo indeterminato. Il contratto a tempo indeterminato deve semplicemente diventare il più economicamente vantaggioso dei contratti. Noi l’abbiamo già detto, per vivere con dignità serve semplicemente avere un’occupazione ben retribuita. Sicuramente sarebbe utile, prima dell’approvazione definitiva, introdurre e imporre a livello nazionale, la paga minima oraria, e un assegno di cittadinanza, nei periodi senza lavoro, comprensivo di contributi per maturare la pensione».

 

«L’attuale decreto dignità – continuano – agisce principalmente su i cittadini che in ogni caso hanno già un‘occupazione, per noi disoccupati del Piceno, senza un lavoro, non cambierà nulla, difficilmente riusciremo a ritrovare un lavoro, perché tante aziende hanno chiuso o lasciato il territorio. Sarebbe stato interessante e utile, inserire nel decreto, la richiesta per tutti gli assessorati al lavoro dei Comuni, di redigere un possibile piano di sviluppo economico territoriale, magari collaborando con Confindustria. Il Piano di sviluppo del territorio è fondamentale per creare nuova occupazione, perché la vera dignità si può avere solo con la piena occupazione.
Prosegue la serie dei nostri incontri con gli onorevoli eletti a Roma per rappresentare le Marche e il Piceno. Lunedì prossimo incontreremo il senatore A. Cangini di Forza Italia. Ovviamente chiederemo quali sono le priorità del senatore, per la nostra Regione e se riguardano il Piceno. In ogni caso, prosegue il nostro obiettivo, di incontrare, al più presto, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, chiederemo l’appoggio e l’intervento dei tre onorevoli locali del M5S, R. Cataldi, R. Silvestri e G. Fede».

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