SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non si trovano nemmeno con il lanternino candidati alla carica di direttore di Area vasta sganciati dalla politica. «Tra i papabili direttori di Area vasta non c’è spazio per professionisti liberi dal Pd», tuona il consigliere del Movimento 5 Stelle nella Regione Marche Peppino Giorgini, che ha denunciato le ingerenze della politica nella sanità locale affiancato dal senatore Giorgio Fede.

 

«Prossimamente – spiega Giorgini – dovranno essere rinnovati i direttori delle Aree vaste. Noi abbiamo pensato di proporre una candidatura libera dai partiti. Abbiamo perciò contattato alcuni professionisti abilitati, ma hanno tutti rifiutato il nostro sostegno perché, a loro dire, sono del Pd». Insiste Giorgini: «Il Movimento 5 Stelle ha proposto a capo del governo Conte, un uomo del Pd che però ha accettato l’incarico come figura super partes, cosa che nelle Marche sembra impossibile».

 

La Regione dovrà indicare i nuovi direttori, ma la modalità di selezione è aspramente contestata dai pentastellati, che hanno presentato un esposto al ministro della Salute Giulia Grillo, al ministero dell’Interno e alla Presidenza del consiglio dei ministri. Spiega Giorgini: «Al ministero della Salute c’è l’elenco dei direttori di Area vasta, a cui si deve attingere per le nomine». Sbotta il pentastellato: «La Regione ha invece fatto una legge per nominare persone comode a loro. Il 31 luglio 2018 l’amministrazione Ceriscioli ha approvato una norma con la quale i direttori si possono prendere fuori dall’albo nazionale. La Regione non è ente giuridico, non può procedere con le nomine. Ma in questo modo potranno indicare chi vogliono loro perché non si entra per merito, in quanto il curriculum conta per il 30% mentre il 70% della valutazione viene fatto attraverso il colloquio». Da qui gli esposti.

 

Il senatore Fede accusa la Regione di poca chiarezza: «L’amministrazione regionale ha deciso di realizzare l’ospedale unico a Pagliare, declassando il nosocomio di San Benedetto. Ma poi abbiamo letto sui giornali che investità (8milioni, ndr) per il cappotto termico al Madonna del Soccorso. Non mi è chiaro come mai ci investono se pensano di ridimensionarlo».

 

Per Fede i segni dello smantellamento dell’ospedale Madonna del Soccorso si vedono dalla carenza di personale al Pronto soccorso della prima città tursitica delle Marche, dove si registrano attese di 12-15 ore.  «Gli operatori che riescono a fare funzionare l’ospedale sono eroi», afferma Fede.

 

La Regione ha decretato la morte dell’Ospedale civile? «Nei comuni dell’entroterra – dichiara il senatore M5S – hanno finanziato le piste di atterraggio per le eliambulanze. La Riviera non è nell’elenco delle zone in cui è prevista la pista. Vogliamo parlare delle Potes turistiche? San Benedetto non è stata implementata».

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