SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una guida politica e una commissione d’inchiesta per la PicenAmbiente. Lo ha chiesto Giorgio De Vecchis in Consiglio comunale durante l’intervento sulla mozione per il decoro della città.

 

«La mozione è stata superata dagli eventi», ha esordito De Vecchis riferendosi alla revoca dell’appalto per le macerie del sisma alla PicenAmbiente da parte della Regione Marche (LEGGI QUI).

 

«Voi mi direte – ha tuonato rivolgendosi alla giunta Piunti –  che la situazione si è creata in passato, non durante il vostro mandato. Ma voi non avete messo un organo politico a controllo della società. Mi fate rimpiangere Michele Bagalini che rivoluzionò la partecipata (Bagalini fu presidente nei primi anni del 2000, durante l’amministrazione Martinelli, ndr). Lasciare una società che getiscce 10 milioni senza guida politica è clamoroso, spero che tra qualche mese non lo ripeterete».

 

Il consigliere, in sistesi, ha chisto a Piunti di nominare un presidente politico, al posto della dirigente Catia Talamonti.

 

«Noi – ancora de Vecchis – siamo il socio principale dei soci pubblici. Dovremmo controllare. Non è una questione di legalità, ma di opportunità. C’è conflitto di interessi. Il politico che deve fare l’interesse dei cittadini non c’è. Noi abbiamo facoltà e obblighi di controllo su questa società: “La giustizia è lenta ma arriva”(cit.).

 

Si tratta di un servizo di 800mila euro che la Regione ha interrotto per inadempienze contrattuali. Qualcuno ha controllato se ci sono inadempienze della PicenAmbiente nei nostri confronti? O forse non controllate perché siamo in ritardo con i pagamenti? E’ clamorosamente grave non avere messo un organo politico a controllare le attività della PicenAmbiente. Siete vittime della burocrazia. A queso punto nominate una commisssione d’inchietsa? o di fronte a questo fatto lasciate pedere?».

 

«Sembrerebbe dalle cronache che la nostra partecipata non sia affidabile. Urge una una guida politica e la commissione d’inchiesta. Questi hanno vinto la gara promettendo milioni di investimenti. Ora è innegabile: si sono accese tutte le spie. Più di queste non si potevano accendere. Questa è una tematica fondamentale da un punto di vista amministrativo perché coinvolge la prima spesa per il nostro Comune».

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