SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La rottura della rete impone un investimento ingente». E’ Cesare Orsini a rendere conto della crisi delle sorgenti idriche nel territorio marchigiano: «stiamo attendendo il finanziamento di 5,6 milioni per far fronte all’emergenza».

 

Il dato emerge dall’esposizione del bilancio previsionale 2019, che non può non tenere conto dell’attuale sofferenza in tema acqua. «Le nostre azioni sono semplici da descrivere» spiega Orsini: «Per far arrivare acqua a valle, è necessario creare impianti di accumulo. Con la rottura delle condutture l’acqua proprio non c’è. Di notte dunque abbiamo bisogno di chiudere per farla tornare ad un livello accettabile».

 

I quasi 6 milioni serviranno all’attivazione delle sorgenti minori. Il telecontrollo consente di restringere l’area di perdita, mentre il continuo intercambio delle reti tenta di chiudere la falla nel servizio. Negli ultimi mesi d’inverno, comunque, la situazione per la CIIP dovrebbe rientrare. Ma la situazione marchigiana è strutturalmente compromessa dal sisma del 2016, momento in cui gran parte dell’acqua di territorio sarebbe stata deviata in zona umbra.

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