SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Con l’amministrazione Piunti i problemi vengono silenziati: fa convocare pochi consigli comunali», l’affondo di Tonino Capriotti, consigliere del Pd.  «Ci sono tanti problemi – sbotta il dem – da trattare nel consiglio comunale attraverso mozioni e interrogazioni, ma l’amministrazione Piunti indice le sedute con il contagocce e le criticità non possono essere affrontate nel luogo deputato». Perché? «Perché in ogni seduta c’è un tetto massimo di interrogazioni e mozioni. E questo è giusto: altrimenti diverrebbero sedute surreali. Se invece il sindaco Piunti facesse svolgere le assemblee consiliari con più frequenza le interrogazioni e le mozioni verrebbero diluite nelle adunanze in maniera accettabile».

 

Capriotti va all’attacco anche per un episodio che lo vedrà coinvolto nel consiglio comunale di sabato 29 settembre. L’esponente del Pd ha presentato l’interpellanza sulla pericolosità delle radici dei pini in via Moretti e in via Marradi e  l’interrogazione sul protocollo d’intesa città sostenibili dei bambini. E’ anche primo firmatario della mozione sulla collocazione della prua della Geneviève e di quella sul miglioramento del decoro urbano. Il regolamento dell’assise consente di inserire all’ordine del giorno ad uno stesso soggetto una sola mozione. Per cui è stata fatta una modifica tecnica all’atto sui rifiuti e la prima firmataria è diventata Maria Rita Morganti (Pd).

 

«Le criticità di San Benedetto si discutono in consiglio con il contagocce, eppure ci sarebbe da sapere cosa ha intenzione di fare il sindaco sulle affissioni selvagge, sul disturbo notturno alla quiete pubblica della movida, sul regolamento per i contributi alle associazioni. Presentremo su questi problemi interrogazioni o mozioni».

 

Quest’anno si sono svolte tre sedute del Consiglio comunale: 10 febbraio, 12 maggio e 21 luglio.

 

 

 

 

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