SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Commosso addio a Giuliano Calvaresi, il 56enne di Porto d’Ascoli impiegato presso il depuratore, deceduto all’improvviso nella mattinata di ieri all’ospedale Madonna del Soccorso.

 

«Giuliano era uomo di pace», ha detto il parroco don Pio Costanzo con un nodo in gola, nel corso della cerimonia funebre nella chiesa Cristo Re, ricordando il carattere mite e conciliante dell’uomo che abitava a poche decine di metri dalla parrocchia. «Conobbi Giuliano nel 1966 – ha continuato il sacerdote – quando arrivai a Cristo Re: lui aveva 4 anni e veniva a giocare con le mie nipoti. Sin da piccolo una persona esemplare». Don Pio ha rievocato il padre di Giuliano, Delio, anche lui defunto, con il quale era legatissimo «ora si sono ritrovati in Paradiso».

La Santa Messa è stata concelebrata con il presidente della Caritas diocesana don Gianni Croci, per diversi anni vice parroco a Cristo Re, e con don Gian Luca Rosati, prossimo a sostituire don Pio.

 

Il luogo di culto era affollato all’inverosimile da persone di ogni età, nonostante l’opprimente cappa d’afa. Affranti dal dolore, in prima fila, la moglie Paola, il figlio Davide, la madre Rina, il fratello Maurizio e i parenti più stretti. A fianco alla bara, al centro della navata, la casacca del Porto d’Ascoli Calcio, società sportiva con la quale ha collaborato per diversi anni. Sul manifesto funebre campeggiava l’aforisma di Jim Morrison “Ognuno di noi ha un paio d’ali, ma solo chi sogna impara a volare”.

 

Sulle battute finali della Messa è salito sul pulpito il figlio Davide. «Ora, a 21 anni, mi sono ritrovato con un grande compito sulle spalle», ha detto tra i singhiozzi il giovane. «Gli amici mi dicono: “Sei capofamiglia”. All’inizio non sapevo né cosa rispondere né cosa fosse un capofamiglia. Poi ieri notte ripensando ai nostri discorsi e anche agli scontri avuti ho capito che tutto quello che sono oggi lo devo a te. Salutami nonno, verrò ad appendere la mia corona d’alloro sulle vostre lapidi». Le parole di Davide sono state suggellate da un appaluso scrosciante, da parte della gente commossa e in lacrime.

La salma è stata tumulata nel cimitero di Monteprandone.

 

 

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