SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I motivi che hanno reso il “caso” De Berardinis notevolmente interessante agli occhi della cronaca sono noti più o meno a tutti. Ma mai come ora l’opposizione aveva denunciato ufficialmente il “non detto”, il retroterra di veleni e rappresaglie che sembra aver generato, appunto, il suddetto caso.

 

Scrivono i consiglieri Rosaria Falco, Marco Curzi, Flavia Mandrelli, Tonino Capriotti, Giorgio De Vecchis e Andrea Sanguigni: «Soprassediamo solo per ora sulla gravità della possibilità, dai più prospettata, che tale procedimento, come quello tuttora aperto, abbia preso le mosse dall’iniziativa “anonima” di un componente della maggioranza, la qual cosa basterebbe per smentire l’assenza di connessione e pertinenza della dibattuta questione del controllo pubblico sulla soc. Picenambiente, sollecitato con forza ed a norma di legge nella relazione alla delibera poi impugnata, e tutt’ora inapplicata, il cui estensore è proprio l’Avv. De Berardinis.

 

Appare chiaro che quest’ultimo sia considerato nell’ambito dei dipendenti-dirigenti del Comune di San Benedetto del Tronto persona scomoda ed indesiderata, sottoposta a molti atti e procedimenti che certo non depongono per un rapporto di fiducia e collaborazione tra dirigenti e dipendenti comunali, al fine precipuo della realizzazione del pubblico interesse.

 

Nella motivazione della decisione del collegio disciplinare si respingono sdegnosamente i dubbi avanzati circa la terzietà ed imparzialità dello stesso e sul conflitto di interessi che invece appare palese tra la dirigente che presiede tale organo e l’Avv. De Berardinis, il quale aveva avuto modo di evidenziare l’incompatibilità della stessa, Presidente nominata dall’Ente nella partecipata, con il suo ruolo di dirigente all’interno dell’organico del Comune, con conseguente decadenza ex lege dal pubblico impiego».

 

Ce n’è per tutti. Non solo per la commissione disciplinare, presieduta dalla dottoressa Catia Talamonti, ma anche per il sindaco Piunti e il segretario facente funzione Antonio Rosati: «Certamente, se qualche danno si è verificato o si verificherà, questo sarà dovuto all’uso spregiudicato ed arbitrario di un potere sanzionatorio, che lede, questo si, l’onorabilità e la credibilità dell’Ente, esponendolo nel futuro a possibili danni in termini risarcitori.

 

Cosa che abbiamo cercato di evitare, a tutela di tutti i cittadini, con i nostri appelli e la inascoltata diffida al Sindaco ed al Rac, affinché riportassero la situazione ad equità, o in caso contrario si assumessero tutte le responsabilità del mancato rispetto della legge, anche in termini risarcitori.

 

Attendiamo con impazienza il secondo indegno round di questo teatrino, che certamente non può definirsi edificante».

© Riproduzione riservata


Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *