SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ci sono circa 110mila euro che la Provincia deve riscuotere dal Comune di San Benedetto. L’ex presidente Paolo D’Erasmo il 29 ottobre ha scritto all’amministrazione rivierasca invitandola ad usare quei soldi per mettere in sicurezza i parcheggi in convenzione sotto al cavalcavia e per il quartiere Sentina.
Una vicenda che ci racconta Tonino Capriotti, consigliere del Pd.

 

«Il contributo millantato dall’assessore Andrea Assenti (LEGGI QUI) si riferisce a un credito che la Provincia non ha mai riscosso dal Comune. San Benedetto, come ente capofila doveva raccogliere l’affitto dai comuni del comprensorio per i locali del centro per l’impiego di via Mare, circa 110mila euro. Poi andavano consegnati alla Provincia.  Questi fondi non sono mai arrivati in piazza Simonetti, ad Ascoli. E bisogna considerare che c’è anche la consistente quota parte di San Benedetto».

 

Spiega Capriotti: «L’assessore Assenti la scorsa primavera aveva chiesto alla Provincia di estendere la convenzione dei parcheggi sotto al cavalcavia anche per il quartiere Sentina, oltre a un contributo. Con i residenti c’era l’accordo per creare posti auto sotto alla sopraelevata che transita nel quartiere Sentina».

Chiarisce Capriotti: «La Provincia aveva risposto che non poteva provvedere in quanto c’erano da mettere in sicurezza le parti fatiscenti della superstrada, soprattutto dopo il crollo del ponte a Genova. Quindi sembrava tutto fermo. Ma  il 29 ottobre (protocollo 24398) il presidente uscente Paolo D’Erasmo ha scritto all’mministrazione di San Benedetto che il debito di 110mila euro nei confronti della Provincia andava utlizzato per mettere in sicurezza i parchgeggi in convenzione sotto al cavalcavia e per il quartiere Sentina. Credo che un’amministrazione che si esprime con gli atti deve rispondere e chiarire».

Il consigliere del Pd Tonino Capriotti risponde al vicesindaco Andrea Assenti circa la Ciclovia Adriatica che dovrebbe unire la ciclabile Abruzzo-Marche nel contestato tratto di via dell’Airone.

«Già da un articolo del 2017 apprendiamo del dissenso totale – tuona Capriotti –  dei residenti di via dell’Airone rispetto alla realizzazione della Ciclovia, che in quel tratto è particolarmente pericolosa perché le auto finiscono sopra la ciclabile, uscendo dal parcheggio al lato della via in retromarcia. Per non parlare del cordolo di cemento che ostacola il doppio senso di marcia  e rende pericoloso il transito di bici e perdoni. E del traffico di mezzi pesanti. Non è mia abitudine strumentalizzare, ma quel tratto di ciclabile è davvero pericoloso: è stato lasciato per ultimo proprio perché vi erano le proteste dei residenti».

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