SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Politici e lobbisti: andate a casa!» Così Giuseppe Ricci invita al cambio di rotta l’amministrazione Piunti, colpevole di aver applicato le due normative regionali relative al divieto di fumo e all’accesso dei cani in spiaggia.

 

 

I cani infatti, a partire dalla stagione 2019, potranno fare il bagno e accedere alla spiaggia, e gli amministratori presentano come una vittoria della civiltà il provvedimento dogfriendly, così come l’applicazione dello stop alle sigarette.

Contrario, molto contrario, invece Giuseppe Ricci, simbolo dei balneari che hanno speso la vita sulle spiagge della Riviera. «Spero che ci siano direttive ben precise per limitare il grave danno alla spiaggia e al turismo, che nel nostro caso è costituito da bambini, famiglie e anziani. Spero che i cani non sconfinino, devono rimanere nella  concessione che ardisce, che deve controllare anche le acque con corde e capitelli per delimitare lo spazio dedicato agli animali. Spero che tornino indietro, siamo una spiaggia per bambini, potevano essere istallate spiagge ad hoc alla Sentina, al porto, sulle spiaggia di sassi con scarso valore di arenili”.
Sono nettamente contrario a queste imposizioni – tuona Ricci – come il divieto di fumo. Che fare? Così arriveremo alle spiagge-ghetti? Stiamo diventando una torre di Babele, ci sono delle regole da rispettare. Poi ci sono dei politici, delle lobby, che tentano di imporsi: se la civiltà vuol dire mettere insieme bestie e persone va bene così.
Le spiagge non possono essere inquinate dagli animali, chi mi assicura che a quattro metri dal mio ombrellone non ci sia qualcosa che mi nuoce? E si preoccupano delle sigarette, tra animali che sbavano, fanno pipì, o altro e i molti non corretti non raccolgono nemmeno gli escrementi.
Io voglio fare turismo, la gente che viene qui lo sa che non si poteva portare l’animale. Vorrei sapere perché è civile per il politico di passaggio, che impone alla mia attività qualcosa che compromette il mio lavoro – a me che ho fatto tanto per il turismo e la Riviera delle palme – e che può danneggiarmi nell’economia del business: non si può cacciare il fumatore, non si può cacciare chi non vuole essere infastidito dagli odori cattivi degli animali, quando non sono ben curati.
I politici che si preoccupano delle lobby pensassero alle 30.000 persone delle famiglie che danno l’anima per il turismo e che non sono sicurezza: pensassero a mettere in sicurezza il settore balneare, minacciato dalla Bolkestein».

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