SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Gli anni scorsi abbiamo goduto molto delle disgrazie altrui: la paura dell’Isis spingeva  i turisti verso lidi tranquilli, lontani dagli scenari di guerra. Quest’anno per fortuna, la paura è minore ma il risultato è che molta gente va all’estero, dove spende di meno e può vantarsi di aver visto un Paese straniero». Così, icasticamente, Marco Calvaresi titolare del ristorante il Pescatore dipinge la stagione 2019.

 

La riflessione amara di Calvaresi interpreta un po’ l’umore generale: diminuita la paura per il terrorismo molti riprendono a viaggiare, ma verso mete esotiche o lontane, penalizzando così il turismo locale. C’è da dire che questo assunto vale per tutti i piccoli centri, fuori dal flusso turistico diretto alle mete internazionali e più sicuri, o percepiti tali: un trend dominante e determinante fino allo scorso anno.

 

La stagione 2019 sembra risentire di una nuova fiducia del popolo delle vacanze in un’atmosfera generale di pericolo scampato. Ora che l’Isis fa meno paura, si ritrova il piacere di viaggiare, anche per mete esotiche e lontane, proibitive fino al 2018.

 

Oggi, inoltre, un nuovo nemico incombe a penalizzare ulteriormente il territorio: il maltempo fatto di manifestazioni intense e violente, causate dalle degenerazioni climatiche dovute all’inquinamento.

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