SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bretella, Fede e Giorgini: «Ambientalmente disastrosa, costosa e completamente inutile». Valerio Pignotti di Forza Italia, nel suo elogio alla bretella collinare, ha contestato il consigliere M5S della Regione Marche, Peppino Giorgini, e ha chiamato ad esprimere la sua opinione il sentore pentastellato Giorgio Fede. La risposta non si è fatta attendere da entrambi.

I pentastellati citano G.K. Chesterton che amava dire: «Non è che non riescono a vedere la soluzione. È che non possono vedere il problema». Ed entrano nel merito di quello che definiscono “l’affaire” bretella e anche “lu straccàle”. «Il problema del traffico – dicono – non è esclusiva della nostra città ed è per questo che il 16 giugno scorso si è svolta a San Benedetto del Tronto la prima conferenza/dibattito sui temi dello spostamento sostenibile dal titolo evocativo: “Mobilità intelligente: fare di necessità, virtù”, alla quale hanno partecipato esperti del settore provenienti da tutta Italia. Per la prima volta si è parlato anche del progetto “Mo-vi-bilità”, sul quale il Movimento 5 Stelle San Benedetto del Tronto sta lavorando da alcuni anni perché la complessità dell’argomento, l’analisi dei dati perciò le considerazioni tecniche, economiche, scientifiche, hanno consigliato una lunga gestazione prima di poter essere condiviso e discusso con la popolazione. Tale lavoro ha raccolto il plauso del Politecnico di Torino, che si è detto interessato a entrarvi in partnership per bocca del Prof. Boccardo, invitato alla conferenza e Direttore di Ithaca – Centro di eccellenza dello stesso Politecnico di Torino».

 

Continuano Fede e Giorgini: «Nelle intenzioni del gruppo nel corso dei prossimi mesi, il progetto incontrerà la popolazione di tutti i quartieri attraverso nuovi appuntamenti pubblici, raccogliendo critiche, commenti, considerazioni, idee, allo scopo di definire ogni aspetto di un così ambizioso cambiamento e al fine di giungere a un referendum consultivo cittadino, una volta fatta adeguata informazione e preparata la versione definitiva. La multidisciplinarità del progetto si prefigge di toccare ogni ambito della società attuale, dal turismo alla sicurezza, dal lavoro alla formazione, dagli aspetti ambientali a quelli ludici e sociali tenendo ferma la necessità di restituire qualità dell’aria alla città, facilitare gli spostamenti e soprattutto dare una alternativa efficace all’uso dei mezzi privati, oggi divenuti insostenibili anche dal punto di vista economico».

 

Insistono i pentastellati: «Mentre tutto il mondo procede in questa direzione, con la città di Oslo che si prepara a bandire tutte le auto private dal 2019 (!), la “banda del buco” de noantri tenta di mettere a segno un ultimo colpo prima di essere spazzata via nella sua irrilevanza politica e di idee: la bretella. Lu straccàle.
Che il tentativo di sdoganare una opera ambientalmente disastrosa, costosa e completamente inutile sia disperato, lo testimonia la tipologia di vittima che l’amministrazione attuale ha deciso di sacrificare – mediaticamente parlando – demandandolo a una risposta farneticante: il giovane consigliere comunale Pignotti. Egli ignora come la popolazione di San Benedetto del Tronto sia praticamente invariata da dieci anni, che il dato medio di componenti per famiglia sia sceso da 2,41 a 2,28 e che, in totale contraddizione, la perdita di suolo naturale sia costante e progressiva sebbene la densità abitativa resti su livelli record (punte di 2.500 abitanti per Kmq). O, solo per fare un esempio dei molti possibili, crede che le colate di fango provenienti dalle falesie a ovest della città ad ogni pioggia siano responsabilità di madre natura? Magari è giovane per ricordare i proclami trionfalistici appena conclusa la realizzazione della sopraelevata: “San Benedetto del Tronto liberata dal traffico!” La verità è che infrastrutture di questo genere autorizzano al ritorno all’auto anche chi aveva scelto di utilizzare mezzi alternativi e la loro efficacia è effimera, in genere pochi mesi, è sufficiente essere dotati di pollice opponibile per capirlo, checché ne dicano i commensali della “greppia del cemento” e la loro grigia unità di intenti e di visione».

 

Ancora Fede e Giorgini: «Il Consigliere Regionale Peppino Giorgini e tutto il gruppo a 5 Stelle di San Benedetto del Tronto si sono opposti, si oppongono e si opporranno con ogni mezzo legale, mediatico, informativo a ogni ulteriore dimostrazione di cecità politica e ambientale. La logica dell’analisi dei dati, l’ascolto l’attuazione di tutte le azioni volte ad ottimizzare e razionalizzare i flussi di traffico, per ridurre l’uso dei mezzi privati, favorito da un servizio pubblico efficiente, è la stessa che il Governo adotta nelle sue scelte e secondo tali principi, anche il Senatore Fede, attento alle necessità del territorio, agisce in totale accordo con il Governo centrale e con i principi che da sempre muovono l’azione politica del Movimento 5 Stelle. Per il momento, ciò che può essere nelle corde di questa amministrazione e al fine di dare un contributo concreto al benessere dei cittadini di San Benedetto del Tronto e dei tanti turisti che frequentano la città, consigliamo di lavorare sul trasporto pubblico cittadino per renderlo migliore e comprensibile anche semplicemente rendendo facilmente accessibili gli orari dei Bus, i tempi di attesa, le biglietterie. Sistemare un Bus terminal degno di tale nome e della nostra città, dotare la stazione, le strade (a partire dal Lungomare) di adeguate rastrelliere. Anche semplicemente queste prime e semplici azioni, sarebbero una svolta epocale – concludono –  rispetto alle modalità di gestione della mobilità cittadina».

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