SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Claudio Benigni (segretario del Pd di Porto d’Ascoli) saluta con calore il neo direttore dell’Area vasta 5 Cesare Milani. Una posizione opposta a quella del capogruppo nella Regione Marche Fabio Urbinati (LEGGI QUI) e del consigliere di San Benedetto Tonino Capriotti (LEGGI QUI). Posizioni difformi, dunque, sulle scelte dell’Asur Marche, che evidenziano ancora le divisioni tra le varie anime del Pd Sambenedettese, un po’ fotocopia di quello che accade a livello nazionale.

 

Pubblichiamo per esteso l’appassionata lettera di Benigni per Milani.
«Caro Direttore Le scrivo come cittadino sambenedettese – si legge nella missiva di Benigni – prima ancora che come un piccolo segretario di Circolo, in primo luogo per farle gli auguri di buon lavoro ma anche per esternarle gli auspici e le paure dei cittadini sanbenedettesi in merito all’ospedale e al nostro sistema sanitario.

 

Da subito vorrei ringraziarla di cuore per le sue prime azioni da neo Direttore che ci hanno tranquillizzato non poco. Con il suo arrivo ha scongiurato la fuga di diversi medici che era stata paventata nei giorni scorsi e questo mi pare un primo grande risultato. Non solo, ha anche parlato degli ottimi professori che abbiamo la fortuna di avere nell’Area Vasta 5 usando termini lusinghieri nei confronti del nostro concittadino sambenedettese Primario di Ematologia, il professor Piero Galieni che li merita tutti.  Essendogli amico è per me abbastanza facile ma tutti conoscono la professionalità del dottor Galieni e quanto lui stia facendo per il territorio Piceno, specie nel campo della Ricerca. La ringrazio per quanto farà per far restare da noi queste eccellenze.

 

In attesa del nuovo Ospedale Unico i cui tempi di realizzazione sono ahimè espressi in anni, mi preoccupa invece e tanto la situazione in cui versa il sistema sanitario attuale e per le lunghe liste di attesa di cui si fa un gran parlare ma in particolare per il suo funzionamento che ha a mio avviso estremo bisogno di una generale e coraggiosa riorganizzazione.
Un esempio per tutti.
Non è più tollerabile quel che è accaduto in passato con reparti che avevano esuberi di personale e che peraltro utilizzavano in modo anomalo le agevolazioni della Legge 104 o le cure elioterapiche mentre altri settori erano al collasso non potendo nemmeno godersi le ferie spettanti (uno per tutti il Pronto Soccorso di SBT).

 

C’é bisogno (mi consenta il termine) di un Direttore con gli attributi che affronti con serenitá le parti sociali ed in primis i sindacati per risolvere definitivamente queste criticitá. Una qualsiasi azienda privata per evitare di ricorrere al licenziamento, sposterebbe la forza lavoro dove necessita, e se non ha le mansioni necessarie, riconverte le maestranze con corsi di specializzazione. Cosí come non è tollerabile impedire detti spostamenti in nome dei troppi chilometri di distanza tra i due nosocomi di Ascoli e San Benedetto. Le risorse purtroppo sono sempre meno per cui quelle disponibili devono essere ottimizzate ed usate al meglio.

 

Sul nuovo Ospedale non mi addentro anche perché mi pare surreale discutere se farlo a Pagliare piuttosto che a Monsampolo (in questi giorni si fa tralaltro un gran parlare della possibile localizzazione di San Benedetto grazie al bacino di utenza che gli darebbe diritto all’ospedale di primo livello ma è probabilmente una strada non percorribile e in quanto la parte interna ne uscirebbe mortificata e perchè certi progetti per vedere la luce necessitano della maggiore condivisione possibile).

 

Quel che più mi interessa invece, e su questo credo possa aiutarmi è come dicevo, la riorganizzazione nel suo complesso dell’intero sistema sanitario. A prescindere dalla localizzazione del nuovo Ospedale per Acuzie, ritengo che San Benedetto (e così Ascoli) debba cogliere al volo l’occasione per rilanciare e contrattare con la Regione Marche altri servizi funzionali e complementari:
■ un servizio ELICOTTERO H24 che garantisca in pochi minuti l’arrivo in Ospedale e dunque il salvataggio di vite umane;
■ due POLIAMBULATORI SPECIALISTICI DI PROSSIMITÁ per ridurre le distanze agli utenti (le statistiche ci raccontano di una popolazione sempre più anziana e dunque con bisogni diversi rispetto a quella parte di societá denominata attiva). Per la conformazione di San Benedetto l’ideale sarebbe avere due presidi di quartiere. Uno nella zona nord (utilizzando perché no la struttura ospedaliera giá presente della Stella Maris che oltre alla funzione di Potes può mettere a disposizione anche il reparto diagnostica, con un conseguente guadagno in termine di posti letto pro acuzie) ed un altro presidio ex novo da realizzarsi nella zona di Porto d’Ascoli, oltre naturalmente al “Madonna del Soccorso” e al Nuovo Ospedale di Primo Livello pensato a ….. Spinetoli! E per quel che riguarda le risorse finanziarie occorrenti, rispolvererei l’eventualità di alienare il complesso di via Romagna, commercialmente molto appetibile, il cui ricavato sarebbe più che congruo per il fabbisogno previsto;
■ Una INTERAZIONE EFFICACE tra il Nuovo Ospedale di 1^Livello e i due presidi del “Mazzoni” e del “Madonna del Soccorso” affinchè questi ultimi dove si potrà seguitare a fare consulenze specialistiche, ad eseguire analisi ed esami diagnostici, ad ospitare le lunghe degenze e riabilitazioni o ad accogliere le residenze socio-sanitarie, possano davvero essere sinergici per migliorare l’offerta sanitaria complessiva.
Come vede Direttore, a noi cittadini non interessa fare strategie di propaganda o fomentare un deleterio campanilismo. L’unica nostra vera preoccupazione è avere prima possibile una sanità che funzioni, che sia facilmente accessibile e con prestazioni di qualità. Per fare ciò occorrono si strutture ed attrezzature ma soprattutto servono professionisti ed operatori sanitari che vengano messi nella condizione di lavorare nelle migliori condizioni possibili, attraverso il dialogo ed il rispetto delle regole.

 

Questa è la vera Eccellenza di cui il Piceno ha fame! Concludo rivolgendo dunque un accorato appello a tutti affinchè non si discuta all’infinito perdendo un’altra occasione (che potrebbe essere l’ultima) per migliorare la qualità dell’offerta sanitaria pubblica nel nostro Territorio.

 

Ps: Se poi il Sindaco Piunti riuscisse a convincere gli altri sindaci del Piceno con in testa il suo alter ego, il sindaco di Ascoli Guido Castelli ad accettare la sua proposta con il declassamento a Ospedale di Base del “Mazzoni” di Ascoli, sarei il primo a prenderne atto. Ma questa eventualità a me sembra alquanto improbabile. In bocca la lupo Direttore!».

© Riproduzione riservata


Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *