MARCHE – Strage nella discoteca Lanterna Azzurra, a Corinaldo. La banda allo spray peperoncino era organizzata e senza scrupoli. Prima spruzzava lo spray urticante, poi derubava la vittime. E successo anche la tragica notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, quando morirono cinque giovani e una madre 39enne.

 

«Mentre aiutavo i ragazzi ammassati sulla
scalinata appena fuori dalla discoteca, mentre tiravo un ragazzo per
un braccio per aiutarlo a tirarsi su, ho sentito che qualcuno mi stava
tirando via la collanina d’oro che portavo al collo». Così
nell’ordinanza del gip di Ancona nei confronti dei componenti della
banda dello spray al peperoncino che agì nella discoteca di Corinaldo
generando il panico che causò sei morti, un testimone racconta di
essere stato derubato mentre soccorreva le vittime.

 

E’ avvenuto «in modo talmente veloce che mi sono accorto solamente quando la collanina
era stata portata via. Mi sono girato ma non sono riuscito a vedere a
chi era stato…».

 

I sei arrestati raggranellavano 15mila euro al mese come guadagno medio per rapine e furti, che spendevano nell’acquisto di beni di lusso, vacanze e sostanze stupefacenti.

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