SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Musica da movida molesta, che divide tra i sostenitori del divertimento ad alto volume e i detrattori dei decibel. È un problema da combattere o si deve tornare agli antichi splendori degli anni ‘80 con musica fino al mattino? Sandro Assenti, presidente provinciale  di Confesercenti e gestore dello chalet Da Andrea ci fa il punto.

 

«La musica nei locali è un problema annoso a San Benedetto che non si risolverà mai perché viviamo di turismo. Il tetto suono non è la soluzione: non può essere installato  in locali all’aperto e non è urbanisticamente regolato, necessiterebbe di un’autorizzazione edilizia. Poi non è fattibile coprire tutto un locale di 400 metri; d’altra parte non si può uscire fuori dai decibel stabiliti per legge, si rischiano multe salate, ma a volte è solo colpa del vento che manda le onde dal mare alla terra e crea situazioni di fastidio».

 

Musica troppo alta che disturba la quiete di chi cerca il riposo, vocazione turistica della città da tutelare, che fare?
«Io credo che col buon senso si debba lasciare alla discrezione di ogni titolare di abbassare il volume a un certo punto della serata: occorre trovare un giusto equilibrio tra chi vuole riposare e chi vuole ballare, è importante il riposo ma è fondamentale la vocazione turistica della città.

 

Chi fa musica si è messo in regola rispetto alla situazione selvaggia di dieci anni fa. Rilevo una maggiore presa di coscienza. Noi dello chalet Da Andrea ci siamo attrezzati: abbiamo i limitatori, le  casse rivolte al mare, e agiamo secondo coscienza in collaborazione con gli alberghi di fronte. Poi certe serate col vento si sfora, ma non è un’emergenza e non va trattata come tale. Immaginiamo: se chiudessimo tutti i locali la sera alle undici che accadrebbe? Non dobbiamo essere fiscalisti ma coerenti e saggi a non esagerare».

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