SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ha preso il via ieri ad Arquata del Tronto il ‘Premio Libero Bizzarri’ e continua a partire da questa sera e fino al 4 agosto a San Benedetto del Tronto. Ospiti della serata l’allenatore Arrigo Sacchi e il campione della Samb Paolo Beni.

 

Il sindaco Pasqualino Piunti ha fatto gli onori di casa: «Il premio Libero Bizzarri festeggia in questa edizione le nozze d’argento. L’evento è partito da Arquata del Tronto e San Benedetto si è fatto fautore di questa iniziativa. Ci vorrebbero ancora oggi nel calcio personaggi come Arrigo Sacchi, grazie agli organizzatori per averlo portato qui, per me è un onore essendo tifoso del Milan».

 

Arrigo Sacchi racconta la sua esperienza di tecnico: «Per me è un piacere essere qui, l’ultima volta che sono stato a San Benedetto era una partita di Coppa e allenavo il Milan. La fatica più grande è stata quella di allenare la Nazionale, il Mondiale è la competizione più difficile al mondo, devi avere la convinzione nei calciatori e anche una buona condizione fisica. In Italia è difficile fare una squadra, io cercavo la persona e il suo impegno, gente generosa che lottava con e per il compagno senza individualismi. Secondo me giocare bene aiuta a vincere, e il calcio deve divertire il pubblico, e noi volevamo vincere divertendoci. Ho avuto la fortuna di avere dei dirigenti pazienti sin dai dilettanti, perché io volevo uno stile di gioco indipendentemente dal valore dei giocatori. La mia convinzione è che si debba avere la cultura del lavoro, e credo che il Milan sia stata la prima squadra a portare la globalizzazione. Per avere successo bisogna avere in primis il club, poi il gioco ti permette di far uscire le qualità dei singoli».

 

Paolo Beni chiude la serata: «Ho sempre ammirato Arrigo Sacchi per quello che ha fatto nel calcio. Per quello che riguarda il Ballarin, io credo che abbia dato lustro alla Sambenedettese e alla città di San Benedetto del Tronto.»

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