SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La FP CGIL pone all’attenzione la problematica del Pronto soccorso ed emergenza territoriale del nosocomio di San Benedetto del Tronto. Com’è risaputo l’attività del Pronto soccorso dell’ospedale civile o è tra le più alte della regione Marche, parlano da anni i numeri degli accessi. Qualche settimana fa, la FP CGIL aveva sottolineato, con nota ufficiale, alcuni punti critici che condizionano negativamente le attività del personale e la gestione degli utenti (LEGGI QUI). Ora torna alla carica.

 

«La crescita esponenziale degli accessi, le necessità dei pazienti, la loro tutela, pongono l’esigenza di rivedere l’organico e organizzazione», tuona il segretario generale FP CIGL Maria Calvaresi. «Il personale necessario per tutte le attività compresa l’emergenza territoriale – insiste Calvaresi – è insufficienti e tale carenza comporta nell’organizzazione un pericoloso “anello debole”: la tempestività dell’uscita in ambulanza. Questo alto rischio aumenta se la carenza di personale infermieristico (viste le indicazioni sulle linee guida prot.12611 del 28/4/17) porta l’organizzazione ad utilizzare l’infermiere di ambulanza all’interno del Pronto soccorso».

 

Insiste il segretario generale FP CIGL: «Considerato il numero giornaliero delle uscite in emergenza, considerato il rispetto delle procedure riguardo il sistema del 118, si rende necessario liberare da attività di Pronto soccorso l’infermiere dedicato all’équipe dell’emergenza territoriale, senza riduzione di personale all’interno dei vari servizi,ma incrementando le unità di personale necessarie. Considerata la “sensibilità“ avuta da parte del governo regionale e dell’ASUR (Delibera di Giunta n.685 del 28/5/18) dove si potenziano le Potes della Area vasta 2 e presso Gabicce, auspichiamo un’azione risolutiva anche verso il secondo Pronto soccorso per attività delle Marche». La stoccata finale: «Senza alcun riscontro alla soluzione del problema, saremo costretti ad intraprendere forme di pubblica protesta».

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