SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Acqua dei pozzi. Il Pd di Claudio Benigni continua a raccogliere firme per sollecitare la Ciip a fare arrivare nelle case acqua inodore e incolore, oltre che potabile. L’avv. della Ciip Claudio Brignocchi invita ad usare cautela nelle dichiarazioni.

 

Analisi buone. «L’Arpam e l’Asur – spiega il legale della Ciip –  hanno fornito le analisi sulla potabilità dell’acqua della rete. A fronte di dichiarazioni e attestazioni di dati provenienti dalle autorità preposte ai controlli e alle verifiche, perché si continua a spargere insinuazioni non fondate sui dati?».

 

«Stiamo parlando – continua l’avv. Brignocchi – di un bene che ha altissimo rilievo pubblico. Se si vogliono contestare le analisi questo va fatto con  altri dati, i quali dimostrino che quelli forniti sono inattendibili o incompleti. Da un punto di vista formale e giuridico è tutto in regola, come pure sotto l’aspetto igienico-sanitario».

 

I compiti dell’Ato (Ambito territoriale ottimale). «Tutto quello  che riguarda le opere di investimento e la programmazione non è di competenza della Ciip ma dell’Ato. E’ l’Ato che stabilisce il piano degli investimenti e degli interventi, li programma e li finanzia: la Ciip è ente gestore ed esecutore».

 

Siamo in emergenza. «Bisogna partite dall’emergenza. Il terremoto – seguita l’avv. Brignocchi –  ha creato  modifiche delle falde acquifere e un impoverimento della risorsa idrica. Da qui il gestore ha dovuto affrontare una situazione di emergenza, in attesa di verificare sul piano tecnico e scientifico quali possano essere le soluzioni, con l’intento di ripristinare la situazione precedente. Di fronte a questo si è visto che la qualità visiva dell’acqua è cambiata. Ma dal momento che si dimostra con gli atti della potabilità e i requisiti igienico-sanitari, sulla base di che cosa si continua a sostenere che così non è?».

 

I gazebo di Benigni. «La questione acqua  riguarda la comunità nel suo complesso, può diventare antipatico insistere nel generare dubbi. L’iniziativa che hanno assunto è anche servita per fare riunire tavoli tecnici, in cui tutte le autorità sono intervenute a fornire chiarimenti, ma a fronte di tutto questo si pesca nel torbido, altro che l’acqua che sa di varechina!».

 

«Ho letto che Piunti – ancora l’avv. Brignocchi –  dovrebbe alzare la voce. Ma noi che possiamo fare? Ci vogliono studi e tempi».

 

Brignocchi è stato sindaco di Porto San Giorgio. «A Porto San Giorgio avevamo acqua stupenda, io da sindaco me ne facevo vanto. Ma adesso anche lì c’è l’emergenza».

 

Cautela. «Ove si continui  a generare una situazione di indecisione, si possono determinare conseguenze anche sul piano economico: la gente potrebbe arrivare anche a non usare l’acqua per cucinare e comprarla in bottiglia».

 

L’invito a Benigni e ai cittadini. «Se hanno dubbi vengano qui, ad Ascoli, a parlare con i tecnici per approfondire, avere chiarimenti  e anche consigli su come usare l’acqua. Con i tecnici si affronta e si chiarisce tutto».

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