SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il “Comitato Acqua Pubblica” non si capacita sulla diffusione di una notizia secondo cui a Porto d’Ascoli è tornata l’acqua di sorgente. Non si capacita perché a dare la notizia è stato Gianluca Pasqualini in rappresentanza di una fantomatico “comitato Ombra del quartiere Agraria”.  Non doveva essere la Ciip a dare questa comunicazione? Il “Comitato Acqua Pubblica” affida il proprio pensiero a un comunicato stampa firmato da Claudio Benigni, segretario del circolo Pd Gregori di Porto d’Ascoli.

 

“Attraverso una nota stampa firmata “Comitato Ombra”, apprendiamo dopo settimane di silenzio, notizie presumibilmente provenienti dal CIIP sulla questione dell’acqua potabile. In attesa che gli organi ufficiali decidano di pronunciarsi, restiamo basiti dal fatto che la “Comunicazione” di una delle più grandi aziende del Piceno, la CIIP per l’appunto, venga appaltata ad una sorta di Comitato spontaneo non meglio identificato.

 

LA PRIMA PARTE DELLA NOTA STAMPA FA RIFERIMENTO AL FATTO CHE GRAZIE ALLA
PRESENZA DI UN IMPIANTO DI POTABILIZZAZIONE, LA CIIP NON HA PROCEDUTO ALLE
CHIUSURE NOTTURNE.

 

In tutta sincerità non abbiamo percepito come un grosso vantaggio per gli utenti, la sventata chiusura
notturna dell’acqua, dal momento che la stessa durante il giorno si presentava con sapore e odore
sgradevole.

 

L’impianto di potabilizzazione è di certo una importante risorsa per fronteggiare “un’emergenza
temporanea”, qualora grazie ad una sua gestione ottimale, riesca ad erogare un acqua simile all’acqua
distillata (quella usata per lo stiro), nonché sapida e gradevole in quanto e se mischiata all’acqua di
sorgente. Ancora una volta purtroppo, nessuno ci spiega il perché invece l’acqua erogata, è sembrata
tutt’altro che distillata e tutt’altro che dal sapore gradevole.

 

DICHIARANO POI DI AVER DISTRIBUITO PER MESI ACQUA DI POZZO MISCHIATA.
Ringraziamo dell’informativa che però oltre ad essere un ammissione di colpa é anche piuttosto tardiva. I cittadini, firmatari della petizione e non solo, lo avevano infatti scoperto da soli e da tempo, che l’acqua somministrata, disgustosa nel sapore e puzzolente nell’odore non proveniva dai Sibillini.

 

Ergo, non si capisce davvero la ratio per cui questa verità è stata a lungo tenuta nascosta ai cittadini.
Nei fatti, dal momento che l’acqua fornita non è esclusivamente di sorgente, ma “potabilizzata”, il
cittadino deve essere informato, e perché lo dice la legge perché è nel suo diritto di scegliere se bere o
far bere quell’acqua ai suoi figli (a mo’ di esempio, l’acqua potabilizzata e addizionata a cloro, pur
essendo perfetta sotto il profilo sanitario, a causa di un’eventuale presenza di ferro, potrebbe non essere il massimo per persone affetti da patologie renali. E così per altre fattispecie che seppur non rilevanti da un punto di vista sanitario, potrebbero comunque essere di nocumento alle persone).

 

ANNUNCIANO QUINDI CHE L’ACQUA È TORNATA BUONA, GRAZIE ALLE COPIOSE PIOGGE
DEI GIORNI SCORSI.
Eureka…..è proprio il caso di dire! Con la pioggia è arrivata “la manna dal cielo”? Facciamo difficoltà a ben comprendere come la piovosità abbia potuto incidere sulla portata delle sorgenti storiche, ma quand’anche queste esternazioni dovessero essere confermate dal Consorzio Idrico, non ci sembra in ogni caso un grande scoop, in quanto non era così difficile prevedere che “l’acqua piovana di Castel Trosino” potesse essere dirottata verso la costa.

 

Verificheremo nei prossimi giorni se la situazione è effettivamente migliorata e qualora l’acqua dovesse
essere tornata quella di prima, non potremo che esserne felicissimi per cui nel caso ringrazieremmo ad
uno ad uno tutti i 1200 cittadini che in questo mese di maggio hanno gridato in ogni luogo, nelle piazze, sulla carta stampata, e attraverso emittenti televisive, il loro disagio.

 

Un grazie speciale va tributato al “Comitato Acqua Pubblica” per il lavoro svolto, che a prescindere dalla mia personale appartenenza politica, è trasversale e formato anche da tante persone della società civile, ritrovatesi insieme per difendere un proprio sacrosanto diritto (penso a Gianna, Manuela, Elisa, Arianna, Catia, Tiziana, Rossella, Elicia, Davide, Gianni,Giuseppe, Piergiorgio, Sandro, Tonino, Vittoriano, e mi scuso se ne ho dimenticato altri).

 

NELL’ULTIMA PARTE DEL COMUNICATO STAMPA SI PREANNUNCIA L’ORGANIZZAZIONE DI
UNA SPECIFICA ASSEMBLEA INFORMATIVA, NEL QUAL CASO SI DEBBA DI NUOVO
SOMMIMISTRARE ACQUA POTABILIZZATA.

 

Che dire…..rassicurano che in futuro non si ripeterà più l’omissione di informazione ai cittadini. E
meno male! ….sta a significare che la nostra battaglia, un altro risultato significativo lo ha prodotto!
Anche se a dirla tutta, la CIIP un giorno afferma di aver avvisato il comune (ribaltando dunque sul
sindaco Piunti tutte le responsabilità per il mancato avviso ai cittadini) e un altro giorno promette in
chiave futura, di farlo in prima persona. Quale delle due?

 

Per non sbagliare, scriveremo nei prossimi giorni a tutti gli enti interessati con lo scopo di avere notizie
ufficiali, e coinvolgeremo altresì tutta l’Amministrazione Comunale di S. Benedetto con l’obiettivo di
appurare se, come ha dichiarato la stessa CIIP sui giornali, il sindaco Piunti si è rifiutato di informare
i propri concittadini.

 

Sarebbe un fatto di una gravità inaudita benché sia comunque già evidente a tutti che uno dei due non
l’ha raccontata giusta. Lo speranza è che il Sindaco possa finalmente dire una parola sulla vicenda (non
è bello ritrovarsi a lottare in solitario, per l’assenza reiterata delle istituzioni preposte a farlo).

 

In attesa di notizie affidabili, e fiduciosi che l’acqua buona possa di nuovo tornare a sgorgare dai nostri
rubinetti, intendiamo rassicurare, che la nostra opera di vigilanza civica non si fermerà qui!

 

Siccome c’è un rischio molto alto, che questo fenomeno possa ripetersi e in maniera più diffusa nei mesi a venire, continueremo a vigilare…. perché non è possibile arrendersi e consentire che solo questa parte di territorio debba, in maniera ineluttabile, pagare sulle bollette acqua di sorgente per avere in cambio un’acqua al gusto di ferro, fango e varechina (stando alle definizioni più lamentate dai cittadini!).

 

Ps: per onor di cronaca dobbiamo far notare che nel mentre il 29 maggio la predetta nota stampa
preannunciava il ritorno sulla costa di acqua di sorgente, nella giornata del 28 maggio (il giorno
precedente) una lettera dell’istituto scolastico Isc Sud di Porto d’Ascoli, indirizzata a tutti i genitori,
tranquillizzava gli stessi sulla regolarità sanitaria dell’acqua (con dettami ricevuti direttamente
dall’ARPAM), aggiungendo che sarebbe buona prassi, riempire delle brocche di acqua, farla decantare
e poi berla dopo un congruo lasso di tempo che favorisce l’evaporazione delle sostanze chimiche
addizionate.

 

Ora, a parte il fatto che queste due date così ravvicinate rendono il tutto poco
verosimile, la vicenda ha generato una comprensibile ironia. Non riusciamo infatti ad immaginarci gli
alunni di Porto d’Ascoli che al mattino escono di casa per recarsi a scuola con lo zaino sulle spalle,
stracarico di libri e di “brocche”. Un fatto simile era accaduto giorni fa quando la Ciip invitò a a
tenere aperti i rubinetti, per far sì che l’acqua diventi buona!

 

L’acqua dei Sibillini probabilmente tornerà, ce lo auguriamo tutti, ma in questa storia, è evidente che
qualcosa non è andato nel verso giusto, a partire dalla comunicazione dei diversi Enti coinvolti.

 

Oggi peraltro, leggiamo articoli di stampa di due parlamentari piceni (5S e Lega) e del candidato
sindaco Fioravanti che nell’incensare l’operato CIIP, annunciano che in caso di vittoria al ballottaggio,
garantiranno il posto a tutta l’attuale dirigenza Ciip.

 

Ora, a prescindere dal fatto che ci piacerebbe capire se anche il sindaco Piunti la pensa come Fioravanti, vorremmo far sapere loro che la nostra preoccupazione è ben diversa: a noi più che le poltrone, interessa che tutti i cittadini del Piceno nessuno escluso (perché i sambenedettesi non sono figli di un Dio minore) possano ricevere lo stesso servizio: l’acqua buona nelle proprie case. Che se lo fissino bene nella testa: c’è in ballo un diritto dei cittadini che va ripristinato e su questo non molleremo di un centimetro … di un solo cm.!”.

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