ARQUATA DEL TRONTO – Il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci è alle prese con il problema drammatico del post-terremoto.

 

Alla PicenaAmbiente è stato revocato l’appalto: c’è il problema dello smaltimento dei rifiuti del terremoto? 
«Sembra che abbiano  scelto una società maceratese (Cosmari, ndr) per sostituirla. Però io già a quelli della Regione l’ho cantata: le macerie sono rimaste sul posto con ulteriori ritardi. Sono state smaltite 228mila tonnellate di detriti e 100mila sono da portare ancora via. Inoltre la PicenAmbiente aveva assunto una quindicina di operai del posto, per togliere il ferro e il legno e poi trattare le macerie».

 

C’è speranza per il ricollocamento dei lavoratori?
«Ora sono stati licenziati, gli altri (Cosmari, ndr) hanno promesso che li riassumono. Hanno promesso, ma ci vorranno dei giorni. Questo crea problema per gli operai ritornati in paese che si trovano con le casette e senza lavoro».

 

Cosa non va nella ricostruzione?
«Il nuovo commissario l’ho invitato su, si deve rendere conto delle problematiche comune per comune: alcuni sono terremotati, altri distrutti come Arquata. Non si parte perché dobbiamo aspettare per le gare per i tecnici che devono dire come ricostruire e se si può: a Pescara non si può. Servono studi e contro studi».

 

Qual è la situazione degli sfollati?
«
Ancora ho tanti sfollati, il 30/40 sono ospitati negli alberghi, altri in appartamenti privati. Sulle zone rosse stiamo ottenendo di andare a vedere se sono  classificabili come B (da riparare) o E (da demolire). Ma si tratta per lo più di agglomerati non case singole, tra piccoli abusi edilizi da sanare (un bagno non a norma, ad esempio nella vecchia costruzione): un’infinità di problematiche da risolvere quotidianamente».

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